Al Met il corpo in mostra, complici i Bezos
Al Met il corpo in mostra, complici i Bezos Photo Credit: Foto: Ansa/Caroline Brehman
05 maggio 2026, ore 08:00
La mostra dell'anno del Costume Institute precede il gala più contestato
Complici le forme strabordanti di Lauren Bezos - e i muscoli palestrati e i miliardi di suo marito Jeff - il corpo umano entra di prepotenza al Met di New York. La nuova mostra del Costume Institute, Costume Art, accoppia pezzi delle collezioni del museo con altrettanti abiti di alta moda il cui compito è di evidenziare le forme, nelle parole del curatore Andrew Bolton, "il corpo - nudo o vestito - è il filo conduttore che attraversa l'intero museo".
I BEZOS TRA LUSSO E POLEMICHE
La contestata sponsorizzazione dei Bezos - e le polemiche legate ai legami del re dell'e-commerce con la famiglia di Donald Trump - ha fatto ombra ancor prima del taglio del nastro alla logica del percorso espositivo che parte dal corpo classico, obbediente ai canoni di bellezza e armonia decretati dall'antica Greci, per passare attraverso il corpo grasso e quello disabile, a quello in gravidanza, quello vitale fatto di vene e sangue, quello che invecchia e quello che muore. In questo senso Costume Art, presentata ieri alla stampa in vista dell'apertura al pubblico il 10 maggio con la Bezos e Venus Williams invitate d'onore, è la mostra più consapevolmente 'body-positive' mai realizzata dal museo sulla Quinta Strada. Poche ore prima del gala del Met lo staff del museo sulla Quinta Strada, dove ieri sera si sono radunate celebrità e miliardari per il party annuale del Costume Insitute, ha fatto una raccapricciante scoperta: centinaia di bottiglie di un liquido giallo simile all'urina nascoste in vari punti delle gallerie accanto a preziose opere d'arte. Se di protesta di tratta sarebbe solo l'ultima dopo i poster che hanno tappezzato l'Upper East Side in segno di protesta per la sponsorizzazione della festa da parte di Jeff Bezos. Il tycoon di Amazon e la moglie sono 'chair' onorari del gala che quest'anno ha raccolto ben 42 milioni di dollari per le casse del Costume Institute. Un'altra protesta si è svolta fuori dal museo. Attivisti hanno piazzato su Fifth Avenue bottiglie di plastica vuote e invitato i passanti a farci pipì: "Questa è la toilette per vip del Met Gala. Installata in onore di Jeff Bezos", si legge su un cartellone che ricorda le condizioni di lavoro da Amazon dove, in casi estremi, magazzinieri e autisti hanno dichiarato di urinare in bottiglie pur di rispettare i tempi imposti dall'azienda.
COSTUME INSTITUTE MET
Il Costume Institute del Met è l'unico dipartimento del museo che si auto-finanzia: la fonte è il gala del primo lunedì di maggio che l'anno scorso ha raccolto la bellezza di 31 milioni di dollari, un record già battuto da quello di ieri sera. Forte di questi incassi, l'Istituto intitolato alla madrina del gala, Anna Wintour, ha traslocato dai seminterrati per occupare un vasto spazio al piano nobile ricavato dall'ex negozio della Great Hall. Le nuove gallerie sono state dedicate a Conde M. Nast, il fondatore del gruppo editoriale che pubblica, tra l'altro, Vogue. "E' il nuovo cuore del museo", ha detto Bolton, e il luogo dove saranno ospitate le prossime mostre che, come questa che chiuderà dopo otto mesi in gennaio, potranno restare allestite più a lungo senza danni per i fragili artefatti che altrimenti non potrebbero rimanere esposti.
