Alcaraz re di Melbourne, lo spagnolo vince in Australia l'ultimo Slam che gli mancava. Battuto Djokovic in 4 set

Alcaraz re di Melbourne, lo spagnolo vince in Australia l'ultimo Slam che gli mancava. Battuto Djokovic in 4 set

Alcaraz re di Melbourne, lo spagnolo vince in Australia l'ultimo Slam che gli mancava. Battuto Djokovic in 4 set


01 febbraio 2026, ore 15:56

Il punteggio: 2-6, 6-2, 6-3, 7-5. Match durato 3 ore e 2 minuti

Carlos Alcaraz ha coronato il suo sogno più ambizioso vincendo gli Australian Open 2026 e segnando una tappa epocale nella storia del tennis moderno. Il 22enne spagnolo, già numero 1 del mondo, ha trionfato nella finale maschile sconfiggendo Novak Djokovic con il punteggio di 2-6, 6-2, 6-3, 7-5 nella splendida cornice del Rod Laver Arena di Melbourne Park. La vittoria non è stata solo un titolo Slam, ma il completamento del Career Grand Slam — ovvero la conquista di tutti e quattro i tornei del Grande Slam — diventando il più giovane uomo nell’Era Open ad averlo fatto .La vittoria assume anche un forte significato simbolico. In tribuna c’era Rafael Nadal, idolo e icona del tennis spagnolo, testimone di un momento storico per il suo connazionale. Inoltre, il trionfo di Alcaraz sulla leggenda serba Djokovic — che aveva dominato per anni gli Australian Open con dieci titoli — rappresenta anche un significativo passaggio generazionale nel tennis mondiale.

UNA FINALE DI ALTA TENSIONE E PRESTIGIO 

Nel match decisivo Alcaraz ha dovuto rimontare dopo aver perso nettamente il primo set contro un Djokovic determinato a raggiungere il suo 25° titolo dello Slam, un record assoluto. Ma il campione spagnolo ha reagito con grande lucidità e capacità tattica, impadronendosi del gioco dal secondo set in poi, mostrando una varietà di colpi, una solidità mentale rara e una mobilità in campo da vero dominatore. La vittoria, oltre ad aggiungere il primo Australian Open alla sua bacheca, segna anche il suo settimo titolo del Grande Slam in carriera, consolidando Alcaraz come uno dei protagonisti assoluti del panorama tennistico attuale.

ALCARAZ: "DJOKOVIC E' FONTE D'ISPIRAZIONE" 

Alla cerimonia di premiazione, Alcaraz ha espresso profonda ammirazione per Djokovic, riconoscendo la carriera straordinaria dell’avversario e l’onore di aver condiviso con lui una finale così intensa. Le parole di Alcaraz: "Novak, quello che fai tu mi ispira. Sono onorato di aver condiviso il campo e gli spogliatoi con te, grazie per tutto quello che fai. Sei di grande ispirazione. Grazie al mio team: solo voi sapete quanto io abbia lavorato duro per centrare questo traguardo. La preseason è stata una montagna russa, abbiamo tenuto la testa bassa e lavorato duro. Mi avete spinto ogni giorno a fare le cose giuste e sono molto grato a ognuno di voi. Questo trofeo è vostro. È strano vedere Rafa in tribuna: sono onorato di aver condiviso con te gli allenamenti, vederti è un privilegio. Grazie a tutti coloro che rendono fantastico questo torneo, sono felice di tornare ogni anno. L'amore che sento in Australia è fantastico, sia dentro che fuori dal campo. Vi ringrazio perché mi avete spinto nei momenti difficili. Non vedo l'ora di tornare l'anno prossimo".

DJOKOVIC: "E' STATO UN GRANDE VIAGGIO"

Le parole di Djokovic: "Complimenti a Carlos, hai giocato un torneo straordinario. Stai ottenendo qualcosa di storico. Ti auguro il meglio per il resto della tua carriera, sei giovanissimo. Ci rivedremo ancora tante volte. Grazie al mio team: siete la mia roccia nel mio angolo, vedete il meglio e il peggio di me. Voglio parlare al leggendario Rafa. È strano vederti in tribuna e non in campo. Sono onorato di aver condiviso il campo con te ed è stato un onore vederti in tribuna. Grazie al pubblico per gli incoragiamenti e la positività che mi avete trasmesso. Ho cercato di darvi del buon tennis. Credo sempre in me stesso ed è quello che hai bisogno quando giochi a questo livello contro avversari come Carlos e Jannik. Non pensavo di poter essere qui oggi, sono grato a voi per avermi spinto. Chissà cosa accadrà domani, più complicato pensare tra 6 mesi o 12 mesi. È stato un grande viaggio". 


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