Alessandro Bastoni nella bufera dopo il caso di simulazione

Alessandro Bastoni nella bufera dopo il caso di simulazione

Alessandro Bastoni nella bufera dopo il caso di simulazione   Photo Credit: ansa


16 febbraio 2026, ore 11:03 , agg. alle 11:13

Il difensore neroazzurro, al centro di una tempesta mediatica, si è chiuso nel silenzio

L'espuslione di Kalulu nella partita di San Siro contro l'Inter, provocata da una simulazione di Alessandro Bastoni, sta avendo strascichi extracalcistici innimmaginabili. Bastoni è finito al centro di una tempesta mediatica denigratoria che va oltre gli avvenimenti del campo, colpito nel personale insieme a tutta la sua famiglia. La rete non perdona, e nel mirino sono finite pure la moglie Camilla e la figlia Azzurra. Bastoni, preoccupato per la piega degli eventi, ha parlato sia con il tecnico nerazzurro Cristian Chivu, che l’aveva difeso per quanto possibile già nel dopopartita, sia con i dirigenti nerazzurri, a partire dal presidente Beppe Marotta, ricevendo sostegno.  Nelle scorse ore Bastoni aveva valutato se realizzare un post social per far sentire la propria voce sull’accaduto, ma alla fine ha preferito chiudersi in  silenzio, chiudendo anche tutti i commenti dei suoi profili. Bastoni, che oggi torna ad allenarsi con la squadra in vista dell'andata dei playoff di Champions League contro il Bodo Glimt, mercoledì sera sarà regolarmente al suo posto in difesa, a meno di turnover da parte di Chivu. E non rischia il posto in Nazionale, come qualcuno aveva invocato: indosserà la maglia azzurra negli spareggi per il Mondiale, il primo in programma il 26 marzo a Bergamo contro l'Irlanda del Nord ed eventualmente nella finale del 31 marzo contro Galles o Bosnia. Intanto l'arbitro del match, Federico Lapenna, rischia un lungo stop anche se c'è chi addirittura lascia aperta la possibilità che torni subito a dirigere una partita come manovra d'emergenza per superare subito lo shock.  La Penna ha sporto denuncia alla Polizia Postale per le minacce, alcune anche contro sua moglie e le due figlie piccole, ricevute sul web: "ti sparo", "ti ammazzo", "ti veniamo a cercare, sappiamo dove abiti".


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