Art bonus, un successo italiano bipartisan. Che adesso si vuole estendere: per valorizzare la cultura dell’Italia

Art bonus, un successo italiano bipartisan. Che adesso si vuole estendere: per valorizzare la cultura dell’Italia

Art bonus, un successo italiano bipartisan. Che adesso si vuole estendere: per valorizzare la cultura dell’Italia   Photo Credit: AnsaFoto.it/Maurizio Brambatti


05 maggio 2026, ore 16:30

A prima firma di Maurizio Lupi, Noi Moderati, il provvedimento con l’allargamento del meccanismo di credito d’imposta, ora riservato ai donatori che sostengono istituzioni culturali pubbliche, ai beni privati gestiti da fondazioni o enti del terzo settore

L'ART BONUS è uno degli strumenti migliori che l’Italia abbia saputo introdurre negli ultimi anni per sostenere la cultura. Nato nel 2014, consente a cittadini e imprese di effettuare erogazioni liberali a favore del patrimonio culturale pubblico, beneficiando di un credito d'imposta pari al 65%. In questi oltre dieci anni, l'ART BONUS ha dimostrato di funzionare davvero. Tuttavia, proprio il successo dello strumento ha reso evidente un limite: l'ART BONUS è rimasto, in parte, circoscritto. Non sempre riesce a intercettare tutte quelle realtà, pubbliche e private, che custodiscono e producono cultura. E' da qui che nasce la proposta di legge a prima firma di Maurizio Lupi, in discussione presso la commissione Finanze della Camera.

La proposta

Una proposta che non stravolge l'ART BONUS, ma lo rafforza e lo amplia. In questo ambito oggi nella sala della Regina della Camera dei deputati si è svolto il convegno 'ART BONUS, una bellezza necessaria', promosso dall'Intergruppo Parlamentare della Sussidarietà. I saluti istituzionali sono stati del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè. Gli interventi di Lupi,  Federico Mollicone, Brunello Cucinelli, Ernesto Fürstenberg Fassio e Maria Pace Odescalchi. Ha moderato Maria Concetta Mattei. Alla presenza anche dei parlamentari Marco Osnato, Giulio Centemero, Virginio Merola e Claudio Lotito.

Giuli

Dal suo canto il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha inviato un messaggio: "L'ART BONUS, versione antica e comunitaria del mecenatismo, segue il principio di sussidiarietà attraverso un meccanismo virtuoso che agevola le erogazioni liberali a sostegno della cultura e dell'arte. In un decennio di applicazione, questo strumento ha dimostrato che l'investimento nei contenuti e nella bellezza può diventare una pratica diffusa tra aziende, gruppi e singoli cittadini. I numeri raggiunti finora sono significativi: oltre 1,2 miliardi di euro di erogazioni, con più di 54.000 donazioni registrate. Migliaia di cittadini e oltre 3.000 enti hanno contribuito alla realizzazione di più di 8.500 progetti tra restauro, valorizzazione e sostegno alle attività culturali. Sono esempi concreti di partecipazione identitaria, capaci di trasformarsi in centri di attrattività e di rafforzare il legame tra patrimonio culturale, comunità e territorio".

Lupi

“Ampliare l'Art bonus anche a soggetti privati è un passo avanti di una collaborazione tra pubblico e privato, della valorizzazione di ciò che l'arte e la cultura sono nel nostro paese. Siamo ricchi di città piccole e grandi che hanno dei patrimoni immensi non solo posseduti dallo Stato o dal pubblico, ma anche posseduti dai privati. Questa iniziativa legislativa bipartisan, voluta da tutti, è un segnale importante grazie alla quale la risorsa pubblica diventa un moltiplicatore della risorsa privata": ha spiegato così Lupi (leader di Noi Moderati). «Abbiamo trovato le coperture per i tre anni indicati nella norma dopo diverse interlocuzioni con la Ragioneria generale dello Stato», ha aggiunto il leader di NM. «In questo mese di maggio potrebbe arrivare il sì per poi passare definitivamente entro la fine dell’anno».

Mollicone

E dal presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, è arrivato un annuncio importante: "Fratelli d'Italia sottoscrive la proposta di legge Lupi in modo che possa diventare patrimonio comune. Il principio di sussidiarietà orizzontale rappresenta il fondamento della nuova visione della governance culturale nazionale, un modello di cooperazione strutturale tra le istituzioni e l'iniziativa privata che era presente nel programma di Fratelli d'Italia sin dalla fondazione del partito. È un principio che abbiamo attuato con la legge 'Italia in scena', perno normativo di una riforma storica che mira a valorizzare le specificità dei territori attraverso una gestione integrata delle risorse. Abbiamo riaperto per la prima volta dopo 20 anni il Codice dei Beni culturali, la proposta di legge Lupi riguardante il potenziamento dell'Art bonus si inserisce pienamente in questa direzione. Fin dal primo giorno di questa legislatura lavoriamo insieme al Governo, al Ministro Giuli, al Ministro Giorgetti e ai rispettivi uffici per trovare una soluzione che possa potenziare l'ambito di applicazione del credito d'imposta anche a nuove categorie di beni e soggetti precedentemente esclusi. Questa integrazione legislativa consoliderebbe lo strumento del mecenatismo diffuso, rendendo più agevole l'apporto di capitali privati nel restauro dei beni tutelati e nel sostegno alle attività d'eccellenza", osserva Mollicone che prosegue: "Questa impostazione permette di trasformare il sostegno alla cultura da mero trasferimento finanziario a investimento produttivo, dove lo Stato assume il ruolo di regolatore e facilitatore, lasciando all'iniziativa autonoma il compito di declinare l'offerta culturale in linea con le esigenze della comunità". Un "pilastro fondamentale di questa strategia", rimarca Mollicone "è rappresentato dalla detrazione del consumo culturale, una misura che intendiamo rendere strutturale all'interno dell'ordinamento fiscale. L'obiettivo è equiparare le spese per l'acquisto di prodotti e servizi culturali, quali abbonamenti a teatro, ingressi ai musei o acquisto di volumi librari, alle spese sanitarie o educative. Attraverso la deducibilità o la detrazione d'imposta, il cittadino viene investito di una responsabilità diretta nella selezione dei contenuti, diventando egli stesso un attore del processo di sussidiarietà e contribuendo alla sostenibilità economica dell'intero comparto. Non stiamo parlando di una mera agevolazione economica, ma di una riforma di civiltà che ricuce il legame tra le comunità e le proprie radici. Attraverso questo impianto normativo, la cultura cessa di essere una voce di spesa nei bilanci dello Stato per diventare il motore di un nuovo Rinascimento italiano, capace di generare valore, occupazione e orgoglio identitario. È con questa visione di una Nazione che sa proteggere il proprio passato per finanziare il proprio futuro - ha concluso l'esponente Fdi -, che confermiamo il nostro impegno a procedere spediti verso l'approvazione di queste misure".

Cucinelli

Da parte sua Brunello Cucinelli ha lanciato una proposta: "Come privato trovo il bonus una cosa molto molto interessante; noi abbiamo fatto tante cose con l'Art bonus, ma bisognerebbe trovare il modo di elargirlo anche a beni religiosi, se non facciamo qualcosa chi restaurerà queste meravigliose chiese e monasteri?".

I cittadini

Insomma, l’Art bonus ha certamente permesso forme di liberalità da parte di imprese, enti e soggetti privati, anche di singoli, a favore di una platea di soggetti culturali. Molti soldi sono stati così trovati e impiegati per sostenere istituzioni culturali: biblioteche, teatri, musei, restauri, mostrando un virtuoso rapporto tra privato e pubblico. Adesso in dirittura d’arrivo c’è una legge che allarga la platea degli enti riceventi. Sarebbe ancora più bello far diventare tale intervento non una “liberalità” da parte di chi poco o tanto se la può permettere, bensì un contributo diretto e libero dei cittadini (tutti) attraverso l’orientamento del proprio gettito fiscale a iniziative o aree culturali. Come dire, sarebbe utile dare la possibilità agli italiani di orientare la parte di fiscalità a sostegno della cultura, come già si fa con l’8x1000 e il 5x1000 per enti religiosi e sociali. Del resto, la Costituzione all’art. 9 dice che la Repubblica sostiene la cultura.

 


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