Arte e musica salutano le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 in una notte magica
Arte e musica salutano le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 in una notte magica Photo Credit: ANSA/MassimoSestini/PoliziadiStato
22 febbraio 2026, ore 23:37
All’Arena di verona show tra lirica e pop con Bolle, Fresu e Achille Lauro. Passaggio di consegne ai Giochi 2030 e spegnimento del braciere olimpico
L’ultima notte olimpica non è stata soltanto una cerimonia di chiusura, ma un racconto collettivo messo in scena in uno dei luoghi più simbolici d’Italia. Per la prima volta un monumento patrimonio dell’umanità ha ospitato l’epilogo dei Giochi: l’Arena di Verona si è trasformata in un teatro a cielo aperto dove sport, arte e identità nazionale si sono fusi in uno spettacolo di oltre due ore.
LO SPETTACOLO E LA SCENOGRAFIA
L’anfiteatro romano, cuore pulsante della lirica italiana, è stato reinterpretato con un allestimento tecnologico e sostenibile: migliaia di punti luce a led, strutture lignee, un ascensore scenico capace di far emergere artisti e simboli dal sottosuolo. L’idea creativa, sviluppata da Filmmaster sotto la direzione artistica di Alfredo Accatino, ha puntato su un viaggio visivo attraverso i paesaggi italiani: dalle cime innevate delle Alpi alle atmosfere marine, fino alla suggestione della laguna veneziana. Ad aprire la serata è stato un omaggio al melodramma, linguaggio universale che proprio qui ha trovato una delle sue capitali. Un personaggio iconico come Rigoletto è riemerso simbolicamente dal cuore dell’Arena, accompagnando il pubblico in un percorso tra arie celebri e inserti sinfonici. Accanto a lui la presenza luminosa di Benedetta Porcaroli, mentre le coreografie contemporanee dialogavano con le immagini fotografiche dedicate ai volti dell’Italia.
MUSICA, DANZA E SIMBOLI
Uno dei momenti più intensi è arrivato con l’ingresso della bandiera tricolore e dei medagliati azzurri. Il “Canto degli Italiani” è stato introdotto dalla tromba inconfondibile di Paolo Fresu, che ha regalato un tocco sospeso e solenne all’inno. Poco dopo ha fatto il suo ingresso la Fiamma Olimpica, custodita in un’ampolla di vetro soffiato realizzata dal maestro muranese Lino Tagliapietra, portata da quattro protagonisti storici del fondo azzurro. Il culmine artistico della serata è coinciso con l’apparizione di Roberto Bolle, emerso dal centro della scena per interpretare “Water Cycle”, una coreografia ispirata al ciclo dell’acqua. Il cerchio scenico si è trasformato in sole, mentre due gondole evocavano Venezia e la voce di Joan Thiele accompagnava l’atmosfera con una versione intima di “Il mondo”. È stata la rappresentazione della “bellezza in movimento”, filo conduttore dell’intero evento.
LA SFILATA DEGLI ATLETI
La sfilata degli sportivi ha celebrato i volti che hanno segnato Milano-Cortina 2026. Portabandiera dell’Italia due campioni simbolo: Davide Ghiotto e Lisa Vittozzi, accolti da un’ovazione. L’omaggio si è esteso anche ai 18 mila volontari che hanno reso possibile l’evento, rappresentati idealmente da Mario Gargiulo, testimone di un’Olimpiade lontana nel tempo come Cortina 1956. Nel parterre istituzionale, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente del CONI Giovanni Malagò e la presidente del CIO Kirsty Coventry, che ha sottolineato come l’edizione italiana abbia fissato un nuovo standard per i Giochi diffusi sul territorio.
IL PASSAGGIO DI CONSEGNE
Il momento protocollare del passaggio della bandiera ai rappresentanti delle Alpi francesi, sede dei Giochi 2030, è stato accompagnato dalle note della Marsigliese. Un gesto solenne che ha segnato il passaggio di testimone, prima delle parole di ringraziamento e della dichiarazione ufficiale di chiusura.
IL GRAN FINALE ALL'INSEGNA DELLA MUSICA
Quando il braciere si è spento in contemporanea tra Verona, Milano e Cortina, sulle note della pianista Gloria Campaner, sembrava che tutto fosse concluso. Ma l’Arena aveva ancora un ultimo sussulto. L’arrivo di Achille Lauro ha acceso il pubblico sulle note di “Incoscienti giovani”, con giochi di luce che trasformavano l’anfiteatro in una gigantesca installazione luminosa. Le immagini della Fontana di Trevi scorrevano sullo sfondo, mentre migliaia di spettatori cantavano all’unisono. Infine, come in una fiaba teatrale, Rigoletto è tornato per un ultimo saluto, rientrando simbolicamente nel “labirinto” sotterraneo dell’Arena, tra costumi e scenografie custodite da secoli. Con quel gesto si è chiuso il sipario su Milano-Cortina 2026: un’Olimpiade che ha unito sport e cultura, tradizione e innovazione, lasciando nell’aria l’eco di una promessa mantenuta.
