Banche, Intesa sfida il Banco BPM e va sul Monte dei Paschi, Unipol-Bper pronte a creare il Terzo Polo

Banche, Intesa sfida il Banco BPM e va sul Monte dei Paschi, Unipol-Bper pronte a creare il Terzo Polo

Banche, Intesa sfida il Banco BPM e va sul Monte dei Paschi, Unipol-Bper pronte a creare il Terzo Polo   Photo Credit: AnsaFoto.it/Borsa Milano


08 giugno 2026, ore 16:45 , agg. alle 17:30

Una partita che non riguarda soltanto Siena, ma che ridisegna gli equilibri dell'intero sistema finanziario nazionale e apre una nuova fase. E il progetto ha ricevuto anche il sostegno del mondo produttivo e del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini

Intesa Sanpaolo rompe gli indugi e lancia un'offerta pubblica di acquisto e scambio su Banca Monte dei Paschi di Siena da 30,6 miliardi di euro. Una partita che non riguarda soltanto Siena, ma che ridisegna gli equilibri dell'intero sistema finanziario nazionale e apre una nuova fase nel consolidamento del credito italiano.

Messina

A raccontare la portata dell'operazione è stato l'amministratore delegato Carlo Messina, che non ha nascosto l'ambizione industriale del progetto. "È un'opportunità unica per creare una banca del wealth management da 2.000 miliardi di euro e rafforzare la nostra posizione in Europa", ha spiegato agli analisti. Un messaggio chiaro ai mercati, che hanno immediatamente premiato la strategia: Monte dei Paschi è balzata di oltre il 13%, trascinando al rialzo anche Bper, Generali e Mediobanca. L'operazione segna anche una svolta rispetto alle settimane precedenti, quando il risiko sembrava destinato a svilupparsi lungo direttrici differenti. Sul tavolo nel pomeriggio di domenica era arrivata una lettera di Banco BPM indirizzata a Monte dei Paschi, un invito ad aprire un confronto su una possibile aggregazione. Una proposta che aveva alimentato speculazioni e scenari alternativi, ma che ora appare superata dagli eventi

Banco Bpm

A liquidare senza troppi giri di parole quel tentativo è stato Carlo Messina definendo l'iniziativa di Banco Bpm "Una lettera d'amore", con una metafora destinata a restare negli annali del risiko bancario, il manager bolognese ha osservato che "gli amori si costruiscono e non si improvvisano" e che chi pensa di conquistare il partner desiderato semplicemente inviando "una letterina" rischia di comportarsi come "un innamorato disperato" con poche possibilità di successo. Dietro l'offerta di Intesa c'è infatti una lunga preparazione industriale che coinvolge alcuni dei principali protagonisti della finanza italiana. Contestualmente all'Opas, Unipol ha siglato un accordo destinato a cambiare il volto del settore bancario nazionale. Il gruppo assicurativo bolognese acquisterà da Intesa un ramo d'azienda costituito da 635 filiali di Monte dei Paschi, insieme alle strutture necessarie per operare autonomamente sul mercato. Il cosiddetto "Compendio Unipol" rappresenta una realtà tutt'altro che marginale. Secondo le stime preliminari comprende circa 55 miliardi di raccolta diretta, 42 miliardi di impieghi, due milioni di clienti e un utile netto compreso tra 400 e 460 milioni di euro. Il corrispettivo massimo dell'acquisizione potrà raggiungere i 3,5 miliardi. Ma il vero disegno emerge nella fase successiva. Una volta completata l'acquisizione, Unipol intende favorire l'integrazione tra questo perimetro e Bper. Il risultato sarebbe la nascita del secondo gruppo bancario italiano per dimensioni, con oltre 2.600 sportelli, circa 170 miliardi di impieghi e una presenza capillare su tutto il territorio nazionale. Un gruppo che, secondo il progetto illustrato agli investitori, manterrebbe il prestigioso marchio Monte dei Paschi di Siena.

Intesa

Sul fronte occupazionale, Messina ha cercato di disinnescare uno dei temi più sensibili che accompagnano ogni grande fusione bancaria. L'amministratore delegato di INTESA ha assicurato che tutte le uscite avverranno esclusivamente su base volontaria e saranno compensate da nuove assunzioni. "Tenendo conto delle 6.300 assunzioni già previste dal piano industriale, supereremo quota 13.000 nuovi ingressi entro il 2029", ha spiegato. Un programma che il banchiere ha definito tra i più ambiziosi mai realizzati nel Paese e che sarà orientato soprattutto verso giovani professionisti e figure ad alto potenziale. Particolare attenzione è stata riservata anche ai dipendenti di Mediobanca e delle strutture coinvolte nella riorganizzazione. "Siamo nella migliore posizione per mantenere e valorizzare tutti i talenti", ha affermato Messina, lasciando intendere che la gestione del capitale umano rappresenterà uno degli elementi centrali dell'integrazione. L'operazione ha inoltre il pregio di chiarire alcuni interrogativi che circolavano sul mercato. Messina ha infatti escluso qualsiasi interesse verso Generali. "Non c'è nessuna intenzione di acquisire Generali", ha precisato, allontanando uno degli scenari che nelle ultime settimane avevano alimentato indiscrezioni e timori tra gli investitori.

Confindustria

Il progetto ha ricevuto anche il sostegno del mondo produttivo. Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha accolto favorevolmente l'iniziativa, vedendovi la conferma di una tendenza destinata a rafforzare il sistema bancario nazionale. "L'Italia ha bisogno di intermediari solidi, radicati nel Paese e con una base azionaria fortemente nazionale, capaci di competere a livello europeo e accompagnare all'estero le nostre imprese", ha osservato. Per gli industriali, il punto decisivo resta la capacità delle nuove aggregazioni di sostenere investimenti, innovazione e crescita dell'economia reale. Una condizione che, secondo Orsini, dovrà restare al centro del processo di consolidamento. La sensazione, osservando la reazione dei mercati e la compattezza degli attori coinvolti, è che il risiko bancario italiano sia entrato in una fase completamente nuova. Dopo anni di operazioni difensive e fusioni dettate dalle emergenze, il sistema prova ora a costruire campioni nazionali capaci di competere in Europa. La partita è appena cominciata, ma una cosa appare già chiara: la geografia della finanza italiana non sarà più la stessa. 


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