Belluno: undicenne sale sull'autobus con il bìglietto sbagliato, fatto scendere cammina per sei chilometri sotto la neve
Belluno: undicenne sale sull'autobus con il bìglietto sbagliato, fatto scendere cammina per sei chilometri sotto la neve Photo Credit: Ansa/ MARTIN DIVISEK
29 gennaio 2026, ore 19:30
A meno tre gradi, è arrivato a casa in ipotermia, avviata una indagine interna dalla Dolomitibus, mentre la nonna del bimbo, avvocato, parla di abbandono di minore e altri reati
Sei chilometri a piedi, a meno tre gradi, sotto la neve, a undici anni. Una esperienza terribile che non dimenticherà mai. Il caso nel bellunese. Il bambino aveva un carnet di biglietti che non era valido nel periodo delle Olimpiadi. L'autista, dopo un controllo, lo ha fatto scendere dal mezzo lasciandolo per strada. Arrivato a casa il minore era in ipotermia.
La nonna del piccolo infuriata
«Ora tocca alla procura di Belluno indagare. Dal mio punto di vista è ravvisabile il reato di abbandono di minore, anche se di ipotesi magari ce ne sarebbero altre, ma sarà la Procura poi a considerarle. Sicuramente esisteva un obbligo di custodia». Queste le parole di Chiara Balbinot, avvocata e nonna del bambino. L’undicenne è stato fatto scendere dall’autista della linea 30 Calalzo-Cortina, martedì 27 gennaio, in provincia di Belluno, perché non aveva il biglietto giusto. Il bambino, dopo tutti quei chilometri al freddo, è arrivato a casa in un pericoloso stato di ipotermia.
Novanta minuti di pericolo
«Ho ricevuto due chiamate di scuse da parte dell’azienda di trasporti Dolomitibus, noi andiamo avanti», ha sottolineato Balbinot, che sta seguendo il caso di suo nipote. Quel giorno il bambino aveva un carnet che non era valido nel periodo delle Olimpiadi, durante il quale c’è una maggiorazione, fino a 10 euro per tratta, anche per i residenti. Dopo il controllo da parte dell’autista, l’11enne è stato fatto scendere dal mezzo, trovandosi a fare il percorso a piedi, da solo, camminando per sei chilometri. «A mio nipote poteva capitare qualsiasi cosa durante quei novanta minuti che ha impiegato per tornare a casa, camminando sulla pista ciclabile che costeggia la strada principale – ha sottolineato Chiara Balbinot -, io mi chiedo come possa capitare una cosa del genere». Intanto l’azienda di trasporti partecipata dalla Provincia di Belluno ha avviato una indagine interna per accertare le responsabilità e ricostruire il fatto.
