Blocco navale a Hormuz e invio di dragamine, così Trump dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan
Blocco navale a Hormuz e invio di dragamine, così Trump dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan Photo Credit: Ansa: Bonnie Cash/Pool
12 aprile 2026, ore 18:00
La Marina Usa intercetterà le navi che pagano il pedaggio, ha dichiarato il presidente Usa
Dopo il fallimento dei colloqui, seppur dai toni amichevoli, in Pakistan dura reazione di Trump. “Bloccheremo tutte le navi in entrata o in uscita da Hormuz”, ha affermato, aggiungendo: “Nessuno che paghi un pedaggio illegale all’Iran avrà libero transito in mare”. Pedaggio definito dal tycoon una estorsione. Il presidente Usa ha affermato che Nato e Regno Unito intendono contribuire all’operazione inviando dragamine. “Gli iraniani vogliono il denaro, vogliono il nucleare e non intendono cedere sulle loro ambizioni”, ha tuonato il leader statunitense che dopo il blocco navale e lo sminamento dello stretto ha minacciato di distruggere quello che resta del Paese. Il tycoon ha anche detto di essere pronto a colpite le infrastrutture energetiche dello stato islamico, se non tornerà al tavolo della trattativa. “Intrappoleremo i nemici nel vortice mortale di Hormuz”, hanno replicato i pasdaran. Da Trump anche un avvertimento alla Cina: “Dazi al 50% se Pechino sosterrà militarmente lo sato islamico”.
Teheran smentisce Trump, i colloqui di Islamabad sono falliti per rifiuto iraniano di rinunciare al suo programma nucleare. "È falso. La posizione dell'Iran è chiara. L'Iran non cerca di acquisire armi nucleari, ma ha il diritto all'energia nucleare per scopi pacifici. Questo diritto è innegabile e deve essere riconosciuto", così una fonte iraniana, secondo quanto riferisce il Times of Israel.
In un'intervista alla Cbs, il premier pachistano Sharif, al centro della mediazione che si è tenuta a Islamabad, ha assicurato: "I colloqui non sono morti. C'è uno stallo". Intanto l’Iran avrebbe schierato forze speciali della Marina lungo la sua costa meridionale temendo una invasione terrestre da parte delle forze statunitensi. Washington avrebbe ordinato ulteriori dispiegamenti di militari in Medio Oriente per avere più opzioni sul terreno tra cui, appunto, le incursioni terrestri. Infine Putin si è offerto come mediatore. Il Cremlino, contattando il presidente iraniano Pezeshkian, si è detto pronto a contribuire agli sforzi diplomatici per raggiungere la pace in Medio Oriente.
