Booking. com sotto la lente dell'Antitrust per possibili pratiche commerciali scorrette: pronti a collaborare

Booking. com sotto la lente dell'Antitrust per possibili pratiche commerciali scorrette: pronti a collaborare

Booking. com sotto la lente dell'Antitrust per possibili pratiche commerciali scorrette: pronti a collaborare   Photo Credit: ANSA Foto/


23 aprile 2026, ore 08:00

Il colosso delle prenotazioni on line avrebbe favorito strutture ricettive, solo sulla base delle commissioni intascate. Ora, dopo l'istruttoria aperta dall'Autorità, si dichiara disponibile a collaborare

Sono soddisfatte le associazioni dei consumatori per  l'istruttoria avviata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Booking. com per presunte pratiche commerciali scorrette legate ai programmi ''Partner Preferiti'' e ''Partner Preferiti Plus''. Soprattutto in una fase così difficile per il comparto turistico, con costi dei carburanti alle stelle e minacce continue di tagli ai voli, è necessario promuovere la massima trasparenza nel settore, per favorire una domanda che, sennò, rischia un drastico calo, sostiene Federconsumatori. È fondamentale garantire ai consumatori informazioni chiare, trasparenti e accessibili, soprattutto quando si tratta di piattaforme digitali riconosciute e utilizzate in tutto il mondo per le prenotazioni, proseguono i rappresentanti del consumerismo.

Booking. com avrebbe agito in modo non trasparente

Per chi prenota on line con Booking.com, l'obiettivo è garantirsi accesso a strutture ricettive al top, verificate e a prezzi concorrenziali. L'indagine Antitrust è stata avviata nei confronti di Booking.com, Booking.com International e Booking.com Italia per verificare la gestione dei programmi "Partner Preferiti" e Partner Preferiti Plus". In pratica l'autorità garante sostiene che Booking.com attribuirebbe alle strutture ricettive aderenti ai due programmi un migliore posizionamento nei risultati di ricerca all'interno della piattaforma, elementi grafici di maggiore evidenza e claim per enfatizzarne la qualità del servizio e la convenienza in termini di rapporto qualità-prezzo, nonostante i requisiti di ammissione a questi programmi non sarebbero idonei a supportare i vantaggi riconosciuti a quelle strutture. Secondo l'Antitrust, infatti, la selezione delle strutture aderenti ai programmi Partner Preferiti avverrebbe perlopiù sulla base di criteri che privilegiano quelle che forniscono commissioni più elevate a Booking.com, piuttosto che sulla base delle loro caratteristiche qualitative. Di conseguenza, le modalità di presentazione delle strutture e i claim utilizzati da Booking.com per enfatizzarne le qualità potrebbero indurre i consumatori ad assumere decisioni commerciali credendo - erroneamente - che queste strutture siano, a parità di caratteristiche, migliori in termini di rapporto qualità-prezzo rispetto alle strutture non aderenti. Questo potrebbe addirittura portare gli utenti a selezionare strutture in media più costose. Proprio per questo dai consumatori stessi è arrivata la sollecitazione a fare "subito chiarezza", come richiesto dall'Unione  Nazionale dei Consumatori, perché gli utenti hanno necessità della "massima trasparenza", come ribadito dal Codacons. Anche perché ritengono che la trasparenza del prezzo e le corrette informazioni siano fondamentali. Del resto, a parere del Codacons, il comportamento della piattaforma rappresenterebbe una circostanza ancora più grave se si considera che in Italia il 70% delle prenotazioni alberghiere avviene oggi tramite siti specializzati, con Booking.com che detiene il 42% delle prenotazioni online. La piattaforma ha assicurato piena collaborazione con l'Autorità di vigilanza sulla concorrenza.


Argomenti

  • Antitrust
  • Booking.com
  • Codacons
  • concorrenza
  • Federconsumatori
  • Unc