Braccio di ferro sulla Groenlandia: Trump insiste, la Danimarca resiste

Braccio di ferro sulla Groenlandia: Trump insiste, la Danimarca resiste

Braccio di ferro sulla Groenlandia: Trump insiste, la Danimarca resiste   Photo Credit: ANSA


15 gennaio 2026, ore 10:49

Tra un dito medio a chi lo contesta, e le dichiarazioni sulla necessità di avere la Groenlandia, il presidente Trump sui muove con disinvoltura tra i dossier in agenda.

DRITTO ALLA META

Il numero uno della Casa Bianca non deroga su quelli che secondo lui, sono obiettivi strategici fondamentali per gli stati Uniti d’America. E poco importa se qualcuno dissente. Lo ha dimostrato a Detroit, durante una visita presso gli stabilimenti della Ford: ad un operaio che lo contestava, ha mostrato la mano destra, con il dito al centro sollevato. Sul dossier dedicato all’isola più grande del mondo nell’Artico, più o meno con la stessa determinazione, il Tycoon porta avanti la sua politica. E se la Danimarca, o l’Unione Europea, o persino la Nato, non fossero d’accordo sull’annessione dei territori ghiacciati della Groenlandia…dito medio!

LE CONTROMOSSE 

Un approccio definito pragmatico dei suoi estimatori; i detrattori, però, provano a reagire, timidamente, ma non troppo. La Danimarca annuncia il 'rafforzamento' della presenza militare sull'isola, la Svezia invia soldati per esercitazioni in coordinamento con Copenaghen. Berlino afferma 'il legame transatlantico si sta dissolvendo' e invia contingenti. I primi 15 soldati francesi sono sbarcati sull’isola. Il presidente Macron ha convocato per questa mattina all'Eliseo una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza nazionale con tutti i principali ministri del governo per discutere della situazione.

DAVIDE CONTRO GOLIA

La Groenlandia è Davide che si oppone all’America-Golia. Il bullo della casa Bianca non demorde. L’Isola garantisce la sicurezza degli Usa, afferma Trump, dunque non si molla e non si arretra. Il primo Ministro dell’isola, Jens Frederik Nielsen 34enne, figlio di un danese e una groenlandese, è convinto di voler lasciare il suo popolo alla Danimarca e sa di avere il sostegno dell’Europa. Ma ha anche la consapevolezza di essere microscopico difronte alla potenza statunitense. Il giovane premier è un ex atleta, campione nazionale di badminton. La determinazione non manca neanche a lui, nonostante l’evidente svantaggio. Chissà se la racchettina utilizzata nello sport nel quale eccelleva, potrà diventare la fionda di Davide che atterrò Golia. Intanto, a Nuuk è corsa ai cappellini MAGA, ma in versione anti-Trump: 'Make America go away'


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