Calcio, l'Italia è fuori, è il terzo Mondiale di fila senza gli Azzurri Photo Credit: EPA/NIDAL SALJIC
01 aprile 2026, ore 00:11 , agg. alle 00:22
La Nazionale di Rino Gattuso perde ai calci di rigore contro la Bosnia Erzegovina per gli errori dal dischetto di Pio Esposito e Cristante. L'Italia non gioca la Coppa del Mondo dal 2014
La notte più amara si consuma lontano dall’Italia, in uno stadio carico di tensione e speranze opposte. Gli azzurri vedono sfumare ancora una volta il sogno Mondiale, piegati ai calci di rigore dalla Bosnia ed Erzegovina dopo una battaglia lunga 120 minuti a Zenica. È il terzo fallimento consecutivo nella corsa alla Coppa del Mondo, una ferita profonda che conferma il fallimento del calcio italiano.
IL PRIMO TEMPO
La squadra guidata da Gennaro Gattuso aveva iniziato la gara con determinazione, forte anche del successo ottenuto pochi giorni prima contro l’Irlanda del Nord. La scelta del commissario tecnico è stata quella della continuità, riproponendo lo stesso undici iniziale. Ma fin dai primi minuti si è capito che la serata sarebbe stata tutt’altro che semplice. I padroni di casa partono aggressivi, cercando subito di mettere pressione agli azzurri. Dopo pochi minuti, una situazione confusa in area rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol, con Manuel Locatelli costretto a intervenire in maniera fortuita per evitare guai peggiori. La Bosnia continua a spingere e si rende pericolosa con Ermedin Demirović, ma Gianluigi Donnarumma risponde presente. Nel momento di maggiore difficoltà, però, arriva il lampo italiano. Un errore in fase di costruzione del portiere bosniaco spalanca la porta agli azzurri: Nicolò Barella intercetta e serve rapidamente Moise Kean, che con un gesto tecnico impeccabile trova l’angolo alto e porta avanti l’Italia. È un gol pesante, che conferma il grande momento dell’attaccante, sempre più punto di riferimento offensivo. Il vantaggio, tuttavia, non cambia l’inerzia della partita. La Bosnia reagisce con orgoglio, guidata dall’esperienza di Edin Džeko, e costringe l’Italia ad abbassarsi. Donnarumma è chiamato più volte in causa e risponde con interventi decisivi, mentre la difesa azzurra fatica a contenere le incursioni avversarie.
L'ESPULSIONE DI BASTONI
L’episodio che cambia la gara arriva poco prima dell’intervallo. Su un’azione in profondità, Alessandro Bastoni interviene da ultimo uomo e viene espulso. L’Italia resta in dieci e Gattuso è costretto a ridisegnare la squadra, rinunciando a un riferimento offensivo per rinforzare la linea difensiva. Da quel momento in poi, la partita assume un copione chiaro: Bosnia in avanti, azzurri chiusi a protezione del risultato.
IL SECONDO TEMPO
Nella ripresa, la pressione dei padroni di casa aumenta progressivamente. L’Italia prova a resistere e a colpire in contropiede, affidandosi alla velocità di Kean, che sfiora anche il raddoppio dopo una lunga cavalcata solitaria. Sarebbe stato un colpo durissimo per la Bosnia, che invece continua a crederci. Gattuso prova a cambiare qualcosa inserendo forze fresche, mentre gli avversari si sbilanciano sempre di più alla ricerca del pareggio. Donnarumma diventa il protagonista assoluto, salvando il risultato in più occasioni con interventi di alto livello. Ma a dieci minuti dalla fine arriva la beffa: dopo una prima parata del portiere azzurro su Džeko, Haris Tabaković è il più rapido di tutti e insacca da pochi passi, firmando l’1-1. Il gol cambia completamente l’inerzia emotiva del match. L’Italia accusa il colpo e fatica a reagire, mentre la Bosnia continua a spingere sospinta dal pubblico. Nei minuti finali dei tempi regolamentari e poi nei supplementari regna l’equilibrio, con entrambe le squadre stanche ma determinate a evitare i calci di rigore.
I SUPPLEMENTARI E I CALCI DI RIGORE
Nei trenta minuti aggiuntivi le occasioni non mancano. Gli azzurri protestano per un intervento dubbio in area avversaria, mentre dall’altra parte la Bosnia sfiora più volte il colpo decisivo. Donnarumma continua a tenere in piedi l’Italia, mentre in attacco le energie iniziano a scarseggiare. Si arriva così alla lotteria dei rigori, dove la freddezza e la precisione fanno la differenza. La Bosnia è impeccabile dal dischetto, mentre per l’Italia pesano gli errori di Francesco Pio Esposito e Bryan Cristante. Il risultato finale premia i padroni di casa, che conquistano la qualificazione al Mondiale, mentre per gli azzurri cala il sipario su un’altra delusione.
IL MOMENTO DEI PROCESSI, MA COSÌ IL CALCIO ITALIANO CHE FUTURO PUÒ AVERE?
È una sconfitta che fa rumore e che apre inevitabilmente interrogativi sul futuro della Nazionale e del calcio italiano, incapace di fornire giocatori per qualificarsi a un Mondiale. Gennaro Gattuso è solo l'ultimo di uno sfortunato gruppo di commissari tecnici azzurri che non è riuscito a centrare l'obiettivo: prima di lui la colpa era ricaduta su Giampiero Ventura, poi Roberto Mancini ma è evidente che non si tratta di un problema di allenatori. Il calcio italiano ha fallito, dalle giovanili alla nazionale maggiore, negli uffici delle scuole calcio fino a quelli della FIGC. Domani inizieranno i processi, gli slogan di rinnovo della Serie A, le belle parole sui giocatori italiani e chi più ne ha più ne metta, nella speranza che cambi qualcosa e che tra quattro anni si possa centrare l'obiettivo del Mondiale del Centenario.
