Campagna del Nyt contro la discriminazione dei brutti. Vanno cambiate le regole, basta con il looksim

Campagna del Nyt contro la discriminazione dei brutti. Vanno cambiate le regole, basta con il looksim

Campagna del Nyt contro la discriminazione dei brutti. Vanno cambiate le regole, basta con il looksim


26 giugno 2021, ore 20:00

Basta discriminare i brutti, l’appello è stato lanciato dalle colonne del Nyt che chiede un cambio di regole sul cosiddetto looksim

In una società che detesta tutte le discriminazioni mancava all’appello proprio la battaglia contro il “lookism”, ovvero il pregiudizio contro i brutti, o meglio contro l’aspetto fisico. L’autorevole quotidiano statunitense New York Times ha deciso di fare propria la battaglia conto i brutti.


Gli studi

Secondo quanto scrive il quotidiano americano, diversi studi nel corso del tempo hanno dimostrato che i cosiddetti “meno belli” hanno meno possibilità di trovare un lavoro, ma anche di ottenere una promozione. Anche a livello di stipendio il divario con i belli è pari o maggiore di quello fra i bianchi e gli afroamericani. Secondo uno studio guadagnano in media 63 centesimi per ogni dollari guadagnato dai belli, perdendo complessivamente nel corso della loro vita quasi 250.000 dollari.


L’editoriale del Nyt

Nonostante questo, scrive in un editoriale il New York Times dal titolo “Perché è ok essere meschini con i brutti?' firmato da David Brooks, il fenomeno passa inosservato e i social media tacciono. L’editorialista si chiede perché non esista una associazione nazionale dei brutti che fa lobby o forse, scrive, perché questo tipo di discriminazione è talmente innata nella natura umana da non farci neanche caso. Nel suo editoriale, Brooks fa notare anche che la società celebra in modo ossessivo la bellezza, che oggi più che mai traspare dalle fotografie e dai video mostrati sui cellulari, arrivando a ignorare gli effetti di una discriminazione che, scrive sempre l’editorialista, è ormai dilagante, e che porta a considerare l'obesità come una debolezza morale e come segno di appartenenza a una bassa classe sociale. Nel 2004 uno studio aveva rilevato che le denunce per discriminazioni sull'aspetto fisico sono maggiori di quelle per la razza. Ma c’è di più. Il giornale sostiene che i criminali non belli che commettono reati minori tendono a essere puniti maggiormente rispetto a quelli belli. Senza contare come le persone più attraenti sono considerate più competenti e intelligenti. “L'unica soluzione – conclude il suo editoriale David Brooks sul New York Times - è cambiare le norme”. E prende come esempio Victoria Secret, che ha mandato in pensione le sue Angels, per combattere il lookism.

© foto: New York Times


Argomenti

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