Centrosinistra, Conte (M5S) chiede programma e regole per le primarie: "Soltanto così saranno unitarie"
Centrosinistra, Conte (M5S) chiede programma e regole per le primarie: "Soltanto così saranno unitarie" Photo Credit: AnsaFoto.it/
16 aprile 2026, ore 15:15
Davanti a Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni l’ex premier ha usato toni da 'federatore', ribadendo che bisogna "rispondere alla domanda di partecipazione, per far sì che gli elettori di opposizione si riconoscano nel vincitore, chiunque sia”
C'era un bel pezzo di 'campo largo' alla presentazione del libro di Giuseppe Conte, tutto il 'patto di sindacato' della coalizione che ormai l'ex premier non mette più in discussione. Davanti a Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni il leader del Movimento ha usato toni da 'federatore', ribadendo che le primarie vanno fatte per "rispondere alla domanda di partecipazione" e che proprio per evitare che diventino laceranti è necessario partire dal "programma" e dalle "regole", per far sì che gli elettori delle varie forze del centrosinistra si riconoscano nel vincitore, chiunque egli - o ella - sia.
Gli ex
Ad ascoltarlo c’erano diversi suoi ex ministri e esponenti di governo: Roberto Speranza, Roberto Gualtieri, Dario Franceschini, Carlo Fraccaro, Francesco Boccia, Alfonso Bonafede, Stefano Buffagni, Lorenzo Guerini. C’erano anche, ovviamente, tanti esponenti M5s, da Roberto Fico a Pasquale Tridico, passando per Vittoria Baldino e Mariolina Castellone. In prima fila era seduto anche Alessandro Onorato, uno dei tanti 'operai' del 'cantiere' moderato. Assenti, invece, Iv e Più Europa. Conte, anche questa volta, non ha seguito la Schlein che ha offerto solidarietà a Giorgia Meloni per gli attacchi di Donald Trump. Il leader M5s ha affondato il colpo: "Giorgia Meloni ha dovuto constatare il fallimento della sua politica estera", ha accusato la premier di praticare un "sovranismo domenicale", perché a suo giudizio per la premier "l'affinità ideologica (con Donald Trump, ndr) viene prima dell'interesse nazionale". Ha smentito di essere stato a sua volta "tiepido" nei confronti del presidente Usa ("Sono tre anni e mezzo che denuncio tutte le violazioni del diritto internazionale") e ha garantito: "La filosofia Maga non mi è mai appartenuta, semmai l'ho declinata come 'Miga', Make Italy great again".
Il centrosinistra
Poi, inevitabili, sono arrivate le domande sul centrosinistra e sulle primarie. Prima è sembrato minimizzare: "Non l'avessi mai detto, da quando l'ho detto ogni giorno mi chiedete delle primarie. E' una tradizione più del Pd, noi del Movimento 5 stelle non le facciamo in questi termini". Ma poi ha confermato che possono "essere una possibilità per dare uno sfogo a questa grande voglia di partecipazione dei giovani". Però "dobbiamo costruire un progetto condiviso. E non stiamo partendo da zero". Il lavoro è già avviato, ha ricordato, "Non è che abbiamo pettinato le bambole in questa legislatura. C'è già una base di programma, che adesso dobbiamo completare e definire in modo più compiuto". Il rischio di una divisione andando alla conta delle primarie esiste, per questo "dobbiamo costruire delle regole per consentire ai nostri rispettivi elettorati di potersi sentire pienamente protagonisti di questo progetto".
Il programma
Le primarie, ha ammesso, possono essere un momento di divisione e proprio per questo è fondamentale partire da "regole" e "programma" per fare in modo che al termine della competizione non ci siano "più personalismi divisivi. Il percorso per arrivarci ci consentirà di poter definire un progetto che rimarrà unitario, a dispetto di qualsiasi interprete che possa prevalere nelle primarie". Non ha senso, ha poi aggiunto, la discussione sulle "primarie aperte" perché "le primarie chiuse sono una contraddizione in termini". Del resto, ha aggiunto, "il fatto che oggi si parli di forze progressiste significa già qualcosa, è un dato politico. Significa che c'è ad esempio una grande sensibilità sulla giustizia sociale", così come sulle "politiche del lavoro" e via dicendo. Ha negato di avere l'"ossessione" di tornare a palazzo Chigi, ha raccontato che fare il presidente del Consiglio è "una vita stressantissima, un logoramento continuo". Ma, ha spiegato, lui è il leader di un Movimento, "se scegli questa strada di impegno che trascende l'interesse personale, ti metti a disposizione della comunità", una "comunità" che va rappresentata anche alle primarie: "Potrei essere io, potrebbe essere un altro a rappresentare il Movimento... Io sono a disposizione di questa comunità. Ovviamente con gli altri leader del centrosinistra ci metteremo a lavorare tutti per il progetto che non può che essere unitario".
