È una storia di comunità e di impegno. Di personale sanitario, istituzioni ma anche comunicazione positiva. Oggi si è tenuto il convegno "Il dono della vita nel sistema trapiantologico italiano". Un appuntamento patrocinato dal Senato della Repubblica, per fare il punto su questa eccellenza del nostro Paese, con più di 4500 trapianti realizzati ogni anno.
I DATI
A fornire i dati è stato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, in una nota.
"Nel 2025 abbiamo raggiunto i massimi storici, con 2.164 donazioni di trapianti e 16.825 donazioni di tessuti" ha affermato il Ministro, che ha sottolineato il grande lavoro svolto dal Centro Nazionale Trapianti, insieme alle strutture presenti su tutto il territorio, ma anche grazie alla professionalità degli operatori e alla generosità di chi sceglie di donare. E proprio su questo punto, sulla sensibilizzazione dei cittadini, si è concentrato il messaggio. "
C'è una fetta significativa di persone che dobbiamo raggiungere affinché diano il loro sì alla donazione di organi e tessuti. Quasi il 40% di chi rinnova la carta d'identità scopre infatti solo allo sportello di poter esprimere la propria volontà. Troppo tardi" ha evidenziato ancora Schillaci.
AIDO, "DONO PREZIOSO PER ALTRI"
Anche Flavia Petrin, presidente di AIDO (Associazione italiana per la donazione di organi) ha parlato dell'importanza della donazione.
"Diciamo di sì perché a noi quegli organi, in quel momento, non serviranno più ma potranno essere dono prezioso per altri" ha affermato. "
L'anno 2026 è cominciato bene, sono aumentate le donazioni e i trapianti nonostante la triste vicenda del piccolo Domenico. Ma si potrebbe fare di più. A fronte di un caso andato male, ci sono tantissimi casi di trapianti che vanno a buon fine".
BRICIOLE AL CIELO
E proprio una di queste esperienze positive è al centro di "
Briciole al cielo", il cortometraggio scritto e diretto dal regista Gian Francesco Tiramani, prodotto dal Cineclub Piacenza. Al centro, la storia vera del piccolo Giordano, un bambino che nel 2024 ha ricevuto un cuore nuovo all'ospedale Regina Margherita di Torino, dopo essere stato colpito da un virus che gli aveva intaccato l'organo. In soli dodici minuti, il corto riesce a raccontare lo straordinario valore umano che c'è dietro al trapianto, dalla corsa in ospedale alla comparsa dei primi sintomi, al ricovero di sette mesi attaccato ad un cuore artificiale. Fino all'arrivo, finalmente, dell'organo, con il rientro a casa del piccolo. Il film è stato proiettato davanti alla platea, in cui erano presenti anche alcuni dei sanitari e dei volontari che si sono presi cura del bambino e della sua famiglia.