Dodi Battaglia a RTL 102.5 News: "C’è chi crede che la storia dei Pooh sia finita e chi come me la farebbe anche domattina”

Dodi Battaglia a RTL 102.5 News: "C’è chi crede che la storia dei Pooh sia finita e chi come me la farebbe anche domattina”

Dodi Battaglia a RTL 102.5 News: "C’è chi crede che la storia dei Pooh sia finita e chi come me la farebbe anche domattina”   Photo Credit: Fotogramma.it


30 novembre 2022, ore 17:43

Nel corso di Trends & Celebrities torna a raccontarsi l'ex membro dei Pooh. "Abbiamo venduto 100 milioni di dischi e avremmo potuto avere tanto successo anche all'estero", dice in radiovisione

I Pooh hanno scritto la storia della nostra Italia. Le loro canzoni sono diventate la colonna sonora per intere generazioni. Ma lo scioglimento della band, avvenuto alcuni anni fa, ha lasciato tutti con l'amaro in bocca. Tanta, forse troppa, nostalgia.

Poi è arrivata la notizia tragica della morte di Stefano D'Orazio, lo storico batterista del gruppo, che è stato stroncato dal Covid in piena Pandemia. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto immenso nel mondo della musica e non solo.

Adesso, spunta un retroscena abbastanza particolare. A raccontarlo è Dodi Battaglia, chitarrista della band che è in giro per i teatri con il suo spettacolo (che s'intitola "Nelle mie corde"). C'è chi sogna ancora una reunion, anche per omaggiare Stefano D'Orazio. Ma Dodi dice che è qualcosa di impossibile. Lui, però, sarebbe pronto a salire sul palco anche subito per vestire di nuovo i panni dei Pooh. “Al nostro interno ci sono diverse scuole di pensiero, c’è chi crede che la storia dei Pooh sia finita e chi come me la farebbe anche domattina”, racconta in radiovisione su RTL 102.5 News nel corso di Trends & Celebrities con Francesco Fredella, Silvia Annichiarico e Virginia Tshang.

DODI BATTAGLIA RACCONTA LO SPETTACOLO "NELLE MIE CORDE"

Tantissime tappe in giro per l'Italia con le sue 60 chitarre. Per Dodi Battaglia continua un'esperienza unica in molti teatri italiani. Ovviamente con le sue amate chitarre. "La più vecchia è del 1954 e l'ho acquistata in America", puntualizza Dodi. Che aggiunge: “Non ho impianti perché qui è andata bene, abbiamo scelto di coltivare bene l’orticello di casa nostra. Chissà come sarebbe andata ma qui certo non è andata male. La cosa bella è quello che sto vivendo ogni sera con lo spettacolo. Nelle mie corde che prende spunto da questo libro fotografico che ho fatto con le mie sessanta chitarre. Vado sul palco e racconto la mia storia anche in modo leggero. La mia carriera è come una medaglia che pesa e cerco di alleggerire. È uno spettacolo di due ore, con i miei racconti e le mie chitarre che rappresentano uno spaccato della mia vita”.


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