Donna tedesca uccisa in un bosco in Toscana, arrestati il compagno e una amica di lui
Donna tedesca uccisa in un bosco in Toscana, arrestati il compagno e una amica di lui Photo Credit: ANSA
14 gennaio 2026, ore 10:00
I due avrebbero architettato un piano: uccidere Franka Ludwig, simulare un incidente e incassare il premio della polizza sulla vita che proprio il compagno le aveva fatto stipulare
UNO STERRATO NEL BOSCO
L’estate scorsa, precisamente il 2 luglio 2025, l’avevano trovata morta sul ciglio di una strada sterrata, nei boschi di San Godenzo, sul Monte Falterona, in provincia di Firenze. Franka Ludwig aveva 53 anni e un figlio piccolo; era tedesca, faceva l’estetista e si era da poco trasferita in Toscana. In apparenza vittima di un incidente stradale, investita da un’auto pirata. Ma gli inquirenti non si sono fermati all’apparenza. Sei mesi di indagini approfondite, condite da verifiche, analisi tecniche e 140 interrogatori, hanno portato a una verità diversa.
E' STATO UN OMICIDIO
La donna è stata uccisa e ora sono stati arrestati il compagno e una amica di lui. Avrebbero simulato la morte di Franka per incassare il premio dell’assicurazione sulla vita, che proprio il compagno le aveva fatto stipulare. La vittima era stata invitata a fare una passeggiata: è stata stordita, nel suo sangue era massiccia la presenza di un farmaco ipnotico; poi è stata colpita a morte con un corpo contundente, probabilmente una grossa pietra; infine anche investita da un’auto, giusto per avvalorare la tesi dell’incidente.
MANIPOLAZIONE EMOTIVA
In stato di fermo ora ci sono Emiliano Milza (52 anni) e Simona Hirsch, 59: sono accusati di concorso in omicidio volontario premeditato. Per l'accusa, Milza sarebbe stato l'ideatore e il mandante del delitto, mentre Hirsch avrebbe avuto il ruolo di organizzatrice ed esecutrice materiale. I due avrebbero pianificato l'omicidio da tempo, con un movente di natura economica. A carico del compagno, gli inquirenti contestano un lungo percorso di manipolazione affettiva ai danni della Ludwig, conosciuta nel 2016, finalizzato alla sottrazione di denaro. Il rapporto avrebbe portato anche alla nascita di un figlio nel 2025, concepito tramite ovodonazione eterologa.
NEL CARCERE DI SOLLICCIANO
Nel quadro accusatorio provvisorio vengono contestati, a vario titolo, anche i reati di maltrattamenti aggravati in ambito familiare, truffa aggravata e frode assicurativa. I due fermati sono stati condotti nel carcere fiorentino di Sollicciano e restano a disposizione dell'autorità giudiziaria in attesa della convalida del fermo e dell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice. Il figlio della vittima e del presunto assassino ora è stato affidato ai servizi sociali.
