È l’ultima battuta?: trama e recensione del film in uscita oggi nelle sale italiane

È l’ultima battuta?: trama e recensione del film in uscita oggi nelle sale italiane

È l’ultima battuta?: trama e recensione del film in uscita oggi nelle sale italiane


02 aprile 2026, ore 09:00

Alex si trova a fare i conti con una crisi di mezza età e con un divorzio alle porte, cercando una nuova direzione nella scena della stand-up comedy di New York

Il senso del film è racchiuso interamente nella domanda che gli dà il titolo: “È l’ultima battuta?”. Sì, il nuovo lavoro di Bradley Cooper (attore e regista per A Star Is Born e Maestro) trova il suo significato proprio in quello scambio finale di battute tra lui stesso e Laura Dern, sempre intensa anche quando sembra recitare con il pilota automatico.

Naturalmente non lo sveleremo, per non privarvi dell’unica vera soddisfazione di un film che, per il resto, risulta piuttosto piatto. In uscita oggi, 2 aprile, nelle sale italiane, il film è stato presentato fuori concorso nella sezione “Rosso di sera” della 17ª edizione del BIF&ST – Bari International Film & TV Festival, dopo aver debuttato in anteprima mondiale all’ultimo New York Film Festival.

“È L’ULTIMA BATTUTA?”, LA TRAMA

Alex (interpretato da Will Arnett) si trova a fare i conti con una crisi di mezza età e con un divorzio alle porte, cercando una nuova direzione nella scena della stand-up comedy di New York. Nel frattempo, Tess (Laura Dern) ripensa alle rinunce fatte per la famiglia. Entrambi dovranno imparare a gestire la genitorialità condivisa, ridefinire se stessi e capire se l’amore possa trasformarsi in qualcosa di diverso.

“È L’ULTIMA BATTUTA?”, LA RECENSIONE

Bradley Cooper tenta di esplorare il mondo emotivo degli adulti, proponendo una narrazione fatta di piccoli gesti e situazioni quotidiane, incentrata su una coppia alle prese con una separazione. Tuttavia, il risultato non appare del tutto efficace: il racconto scivola spesso nella monotonia e in una certa superficialità. I personaggi, anziché essere sviluppati in profondità, restano appena abbozzati, privi di un reale spessore emotivo. La regia insiste su un uso costante ed esasperato del primissimo piano, come se volesse forzare una connessione con i protagonisti, cercando di penetrare nei loro sentimenti e nei loro pensieri.

Questo approccio, però, finisce per risultare più pretenzioso che incisivo, contribuendo a rendere l’opera complessivamente piatta e poco coinvolgente. Uno dei limiti più evidenti risiede proprio nella rappresentazione delle esibizioni di Arnett: momenti che dovrebbero essere centrali finiscono per non funzionare, perché poco incisivi e raramente divertenti.

Inoltre, vengono messi in scena sempre con lo stesso registro, privandoli di una reale progressione narrativa e di quel potenziale ruolo catartico che avrebbero potuto assumere. «Le relazioni ti succhiano via la vita», afferma a un certo punto uno dei personaggi. Una frase che sembra suggerire un’intenzione più ampia: raccontare come i rapporti umani siano cambiati (o forse arenati) nella contemporaneità. Il film pare voler riflettere su cosa significhi sopravvivere all’interno di una relazione a due, quando questa cambia, si trasforma e si ridefinisce nel tempo, senza però riuscire a sviluppare fino in fondo questa ambizione.


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