È un bagno di sangue in Iran, oltre 2000 morti secondo la fondazione della Nobel Mohammadi, Trump valuta l'attacco
È un bagno di sangue in Iran, oltre 2000 morti secondo la fondazione della Nobel Mohammadi, Trump valuta l'attacco Photo Credit: ANSA/UGC
11 gennaio 2026, ore 21:28 , agg. alle 21:57
L’Iran intanto alza il tiro e avverte gli Stati Uniti: se attaccate reagiremo
Si farebbe di ora in ora sempre più drammatica la situazione in Iran. Dobbiamo usare il condizionale perché da Teheran le notizie escono con difficoltà a causa del blocco di Internet imposto dal regime. A dare le cifre è la fondazione della Nobel Mohammadi, che denuncia come la repressione del regime abbai provocato oltre 2000 morti per le sparatorie di massa delle forze governative iraniane. Secondo le informazioni filtrate, fa sapere la fondazione, ci sarebbero corpi ammassati negli ospedali, mentre sarebbero migliaia le persone arrestate. In questo scenario, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva minacciato la repubblica Islamica di un intervento in caso di morti, è atteso dal briefing di martedì alla casa Bianca. Valuterà possibilità e modi di intervento? E Teheran mette in guardia proprio Washington: "Qualsiasi attacco statunitense porterà l'Iran a reagire contro Israele e le basi militari americane nella regione, che saranno obiettivi legittimi", ha avvertito il presidente del Parlamento Mohammad Baqer Qalibaf, legando la crisi interna a una nuova destabilizzazione della regione.
La protesta cresce
Sempre più gente scende in piazza sfidando il regime. Secondo Human Rights Activists News Agency i morti sarebbero almeno 490 tra i manifestanti, anche se il bilancio resta incerto e sicuramente superiore, come dichiarato dalla Fondazione Narges. Le persone arrestate sarebbero oltre 10.600. Anche tra le forze di sicurezza iraniane si lamentano almeno 48 morti. In serata la Tv iraniana ha parlato di un alto funzionario della sicurezza ucciso dai dimostranti nellest del Paese.
Il dramma dei familiari
Numeri di morti, feriti ed arrestati che è difficile, in questo momento quantificare realmente, ma che restituiscono la portata della repressione del regime di Teheran. E il dramma non si ferma alle morti. Identificare i propri cari in mezzo alle centinaia di cadaveri ammassati diventa quasi impossibile, anche per l'ostruzionismo del regime. Alle famiglie verrebbe chiesto di pagare circa 6.000 dollari per il rilascio delle salme. I cadaveri sarebbero ammucchiati in sacchi neri o ammassati negli ospedali. Così si vede nei video che riescono a varcare i confini dell’Iran.
