Esecutivo, il premier Meloni in trincea: difende la manovra economica e la riforma della giustizia

Esecutivo, il premier Meloni in trincea: difende la manovra economica e la riforma della giustizia

Esecutivo, il premier Meloni in trincea: difende la manovra economica e la riforma della giustizia


06 dicembre 2022, ore 19:05

Sull’immigrazione c’è da registrare la stretta di mano con Macron e la rivendicazione del nostro Presidente del Consiglio: “Con il mio esecutivo il tema migranti è tornato prioritario in Europa”. Tutto quando l’Istat per il 2022 stima una crescita robusta

Dall’Albania, al vertice fra Ue e Balcani occidentali, la premier detta la linea di Palazzo Chigi sui temi più caldi. E allora, versante giustizia, Giorgia Meloni si schiera al fianco del programma annunciato oggi dal Guardasigilli Carlo Nordio, cioè meno intercettazioni e carcere, separazione delle carriere, revisione dell’abuso d’ufficio, corruzione non più equiparata alla mafia (i senatori della maggioranza hanno applaudito, però Italia Viva avverte: “Dentro questa compagine, Nordio non avrà vita facile”).

Economia

Capitolo economia, il capo del governo torna sulle critiche di Bankitalia alla manovra, e spiega che non sono stati svolti attacchi alla struttura portante della legge di bilancio e ai suoi contenuti principali. E sull’appello alla responsabilità fatto da Mattarella sul Pnrr (“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, richiede l’impegno di tutti, e non può essere fallita, perché si tratta di un momento straordinario di potenziale sviluppo del nostro Paese”). c’è piena condivisione. Infine, sull’immigrazione c’è da registrare la stretta di mano con Macron e la rivendicazione del Presidente del Consiglio: “Con il mio esecutivo il tema migranti è tornato prioritario in Europa”

Istat

Tutto quando l’Istat per quest’anno stima una crescita ancora robusta, del 3,9%, con una frenata però nel 2023, il rallentamento dell’inflazione e un +4,3% per l’occupazione. E tutto quando sulla manovra economica dopo i rilievi di Bankitalia su Pos e tetto al cash, il ministro Lollobrigida dichiara che il governo è pronto a correzioni. Mentre da Bruxelles arriva un avvertimento preciso sul Ponte sullo Stretto, previsto nella legge di bilancio: “Niente fretta, è indispensabile presentare un progetto serio”.

M5S

Nel frattempo, Movimento 5 stelle e Confindustria sono stati a lungo separati da polemiche e visioni diverse su molti provvedimenti economico-sociali all'epoca dei governi Conte, soprattutto il secondo. Ma l'incontro di oggi fra i numeri uno delle due organizzazioni, Giuseppe Conte e Carlo Bonomi, è il segno del mutato quadro politico. Le imprese industriali interloquiscono con tutti, in particolare sulla legge di bilancio e il M5S è una delle principali forze dell'opposizione. Per questo Bonomi oggi parla di "incontro interessante" e "sui temi più attuali tra cui la Legge di bilancio" rivendicando comunque di aver avuto anche in passato "un confronto sempre rispettoso. Quando era presidente del Consiglio - ammette il capo degli industriali - magari non sempre abbiamo condiviso le sue idee però c'è sempre stato molto rispetto istituzionale". "Senza voler forzare le valutazioni di Confindustria, mi sembra di poter dire che condividiamo la mancanza di visione in questa manovra", commenta a sua volta l'ex premier, che coglie l'occasione per rilanciare le sue critiche al governo: "Non c'è nessuna prospettiva - accusa - per gli investimenti e si accetta una prospettiva recessiva per il Paese, senza nessun tentativo di predisporre misure anticicliche per contrastare la recessione che si prospetta. Siamo molto delusi". Con Confindustria, inoltre, "condividiamo la gravità della mancanza di investimenti nel Sud, che avrebbe avuto bisogno di ribadire alcuni pilastri su cui avevamo lavorato come Zes e transizione 4.0.". A giudizio di Conte un avvicinamento è da sottolineare anche sulla battaglia simbolo per il M5S, quella a difesa del reddito di cittadinanza: "C'è anche la condivisione - afferma - della necessarietà di un sistema di protezione sociale. Non ha senso, se addirittura non prevedi alcun investimento per il Sud dove manca il lavoro, non ha senso voler smantellare il sistema di protezione sociale. Per noi bisogna lavorare e migliorare il sistema delle politiche attive. Da questo punto di vista è stato un incontro molto proficuo". 

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