Fatture per errore alle famiglie delle vittime di Crans-Montana, caso chiarito tra Italia e Svizzera
Fatture per errore alle famiglie delle vittime di Crans-Montana, caso chiarito tra Italia e Svizzera Photo Credit: ANSA
20 aprile 2026, ore 21:09
Documenti sanitari con importi elevati inviati ai parenti dei feriti del rogo del Constellation. Berna assicura: nessun costo a loro carico, copertura totale del Canton Vallese
A pochi mesi da una delle tragedie più gravi avvenute sulle piste svizzere, un nuovo episodio amministrativo riapre ferite ancora fresche. Tre famiglie dei giovani rimasti coinvolti nel rogo del locale Constellation a Crans-Montana, durante i festeggiamenti di Capodanno, si sono viste recapitare nei giorni scorsi alcune fatture provenienti dall’ospedale cantonale di Sion.
LE CIFRE DELLE FATTURE DELL'OSPEDALE
Le cifre riportate nei documenti sono particolarmente elevate: in due casi si parla di circa 17.000 franchi svizzeri ciascuno, mentre una terza richiesta supera i 66.000 franchi. Importi che, convertiti in euro, oscillano tra i 18.000 e i 73.000. In fondo alle comunicazioni, tuttavia, compare una nota che sembra ribaltare completamente il senso dell’invio: “La fattura non deve essere pagata”.
UN ERRORE AMMINISTRATIVO
Un’apparente contraddizione che ha generato confusione e allarme tra le famiglie, già provate da mesi difficili. Secondo quanto chiarito dalle autorità sanitarie del Canton Vallese, si sarebbe trattato di un errore amministrativo, forse legato a un’inserimento automatico o a un passaggio interno non verificato. Le prestazioni mediche, infatti, non sono a carico dei nuclei familiari coinvolti.
IL COLLOQUIO TRA IL PRESIDENTE DEL CANTONE VALLESE E L'AMBASCIATORE ITALIANO IN SVIZZERA
La vicenda ha assunto rapidamente anche una dimensione diplomatica. Nel pomeriggio di lunedì si è svolto un contatto telefonico tra il presidente del Cantone del Vallese e l’ambasciatore italiano a Berna. Nel corso del colloquio è stata confermata l’assenza di qualsiasi obbligo di pagamento per i cittadini italiani coinvolti e l’impegno delle autorità svizzere a coprire integralmente i costi sanitari, eventualmente con il supporto della Confederazione. Il nodo resta ora la gestione complessiva delle spese e dei risarcimenti legati all’incendio, che provocò 41 vittime e oltre cento feriti, tra cui diversi italiani. Il caso è seguito anche dalla Regione Lombardia attraverso la fondazione nata per assistere i sopravvissuti e le famiglie delle vittime. Sul fronte istituzionale, la partita passa ora attraverso i meccanismi assicurativi internazionali. Le autorità svizzere fanno riferimento al sistema sanitario LAMal, che prevede una ripartizione delle competenze con le assicurazioni estere per stabilire chi debba coprire ogni singola prestazione. Un passaggio tecnico che richiede coordinamento tra enti dei due Paesi e che potrebbe allungare i tempi di definizione del quadro economico complessivo. È già stato fissato un nuovo incontro tra le parti a Martigny, dove rappresentanti diplomatici e istituzionali cercheranno di chiudere definitivamente la vicenda amministrativa e chiarire ogni aspetto ancora sospeso. Nel frattempo, resta il disagio delle famiglie coinvolte, che attraverso i propri legali hanno espresso perplessità sull’invio delle fatture. Secondo la loro posizione, alla luce della dinamica dell’incidente e delle responsabilità pubbliche ancora oggetto di valutazione, sarebbe stato preferibile evitare qualsiasi comunicazione economica in questa fase.
