Forza Italia, vertice Tajani-Marina e Pier Silvio Berlusconi. Barelli verso l’uscita da capogruppo alla Camera

Forza Italia, vertice Tajani-Marina e Pier Silvio Berlusconi. Barelli verso l’uscita da capogruppo alla Camera

Forza Italia, vertice Tajani-Marina e Pier Silvio Berlusconi. Barelli verso l’uscita da capogruppo alla Camera   Photo Credit: AnsaFoto.it/Ansa


10 aprile 2026, ore 17:30

Per la promozione in pole position c’è Enrico Costa, ma si fa il nome anche di Giorgio Mulè, attuale vicepresidente di Montecitorio. Il Congresso nazionale del partito degli Azzurri slitta a dopo le elezioni politiche per evitare ulteriori fibrillazioni

Lo svolgimento dei congressi di FI e il caso del nuovo capogruppo alla Camera al posto di Paolo Barelli, fedelissimo del segretario nazionale. Questi i due nodi principali sul tavolo dell'incontro svolto nella sede Mediaset di Cologno Monzese tra la famiglia Berlusconi e Antonio Tajani.

Le proposte

Marina e Pier Silvio hanno ascoltato le proposte del numero uno azzurro sulle prossime mosse del partito. Alla colazione di lavoro anche Gianni Letta, storico braccio destro del Cavaliere, che sta svolgendo un ruolo di mediatore per la scelta del successore di Barelli. In pole ci sarebbe sempre Enrico Costa, uno dei responsabili della passata campagna referendaria per il sì sulla riforma della giustizia, anche se ci sarebbero ancora delle riserve da parte di chi ricorda il suo passato politico prima nell'Ncd di Angelino Alfano e poi con Azione di Carlo Calenda. Le resistenze, raccontano, sarebbero legate anche al fatto che con la promozione di Costa, sarebbero troppi gli incarichi affidati a esponenti piemontesi (Gilberto Pichetto Fratin fa il ministro, oltre a Alberto Cirio che è governatore). Secondo fonti parlamentari azzurre tra i papabili per il dopo Barelli ci sarebbe pure Giorgio Mulè, attuale vicepresidente della Camera.

L’exit strategy

A pesare sugli equilibri interni e sui tempi dell'avvicendamento alla guida del gruppo a Montecitorio, raccontano, ci sarebbe anche l'exit strategy per Barelli. Per l'attuale presidente dei deputati di FI si prospetterebbe un posto da sottosegretario nel governo Meloni scelto tra una delle cinque caselle tutt'ora vacanti. Intanto, si fa sempre più vivo il dibattito interno sull'opportunità o meno di celebrare i congressi locali, perché in gioco ci sarebbe di fatto il controllo del partito attraverso la sfida delle tessere. C'è chi spinge, infatti, per fare subito (prima dell'estate) le assise regionali e provinciali, come annunciato da Tajani e chi, invece, vorrebbe rinviarle a dopo la campagna elettorale per le prossime amministrative. Malumori si registrano in Campania e in Sardegna (dove sono spuntati dei documenti politici per chiedere la sospensione della stagione congressuale), ma anche in Lombardia.

Il Congresso

Raccontano che, d'intesa con la famiglia Berlusconi, si sarebbe trovato un punto di caduta: niente stop, ma 'diluire' i congressi regionali e provinciali con un cronoprogramma preciso sotto una regia unitaria che garantisca anche la minoranza scongiurando un clima da resa dei conti interna. Da qui la scelta di rinviare il Congresso nazionale a dopo le politiche per evitare ulteriori fibrillazioni.



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