G7, Trump: 'Mosca faccia un accordo'. Sull'Iran, 'accordo perfetto, Netanyahu si comporti bene'
G7, Trump: 'Mosca faccia un accordo'. Sull'Iran, 'accordo perfetto, Netanyahu si comporti bene' Photo Credit: ANSA
16 giugno 2026, ore 15:15
Il vertice in Francia si svolge secondo scaletta e i leader respirano un clima disteso. Trilaterale tra Macron, Zelensky e Trump sull'Ucraina. Merz regala una maglia della nazionale tedesca al Tycoon
Il clima è cordiale, i grandi della terra a Evian usano diplomazia e saviore faire per superare le distanze di vedute, e la dissimulazione funziona, e nonostante il linguaggio ruvido del presidente Trump al quale tutti sono ormai abituati, la mattinata di lavori è percepita positivamente. Si è chiuso il primo tavolo di confronto, sul quale campeggiava il dossier sull’Ucraina. Presente anche il presidente Zelensky, che ha pubblicato un post nel quale ha definito ‘la giusta risposta’ l’attacco ucraino a una raffineria russa a 500 Km dal confine, e che conta sull’opportunità di un confronto esclusivo con il capo della Casa Bianca e un supporto concreto per terminare le ostilità nel suo Paese. La discussione diplomatica si è basata su "come costruire la pace e la sicurezza per l'Ucraina e per l'Europa", mentre, sullo sfondo, l’UE ha aperto il capitolo negoziale per l’adesione di Kiev all’Unione.
MOMENTI DI ILARITA'
Trump, che è accompagnato dal segretario di stato Marco Rubio, è protagonista nel G7 Francese. Prima di sedersi ai tavoli, il cancelliere tedesco Merz ha regalato al presidente per i suoi 80 anni una maglia della nazionale tedesca di calcio con il numero 47, il riferimento è ai Mondiali in corso negli Usa e al fatto che il Tycoon è il 47mo presidente degli Stati Uniti. Ieri, alla cena nell’hotel Royal, di fronte al lago di Ginevra, il leader di Washington era sistemato tra il padrone di casa, Macron, e il premier britannico Starmer, i due capi della coalizione dei volenterosi, tra i primi a rendersi disponibili a una missione per lo sminamento dello stretto di Hormuz, dopo la riapertura. Non è sfuggito l’intento di mettere l’America al centro e l’Europa ai lati, d’altronde che al Tycoon piaccia stare al centro dell’attenzione non è un mistero per nessuno.
I MONITI A AMICI E NEMICI
Trump ha conversato amichevolmente con la Presidente del Consiglio Meloni, certificando un momentaneo disgelo dopo le critiche dei mesi scorsi. Nel momento del confronto con la stampa il presidente, con un lessico piuttosto basico e gretto, ha dichiarato che dopo l’intesa con l’Iran, farà il possibile per l’Ucraina, e ha commentato che il Cremlino dovrà scendere a patti, dopo aver avuto un colloquio con il padrone di casa, Macron, e il leader di Kiev, Zelensky. Ha confermato, inoltre, di aver parlato con Putin e ha rilevato la distanza tra i due nemici. Il leader americano ha soprattutto difeso il memorandum sottoscritto con l’Iran, ‘Teheran non potrà mai avere l’arma nucleare sennò si scatenerà l’inferno” ha affermato, attaccando senza filtri l’accordo stipulato nel 2015 d’allora presidente Obama. Poi ha detto di confidare che il premier israeliano Netanyahu sarà responsabile sulla gestione della guerra in Libano
