Garlasco: la Procura di Pavia ha chiuso le indagini, con la convinzione che l'omicida di Chiara Poggi sia Sempio

Garlasco: la Procura di Pavia ha chiuso le indagini, con la convinzione che l'omicida di Chiara Poggi sia Sempio

Garlasco: la Procura di Pavia ha chiuso le indagini, con la convinzione che l'omicida di Chiara Poggi sia Sempio


08 maggio 2026, ore 13:45

Il movente sarebbe l'approccio sessuale respinto, negli appunti di Sempio ci sono sogni di stupri e omicidi, si va verso il processo a Sempio e la revisione per Stasi

La Procura di Pavia chiude le indagini, con la convinzione che è Andrea Sempio ad aver ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Il movente viene individuato in un approccio sessuale respinto. La ricostruzione dei fatti è ben diversa dalla sentenza con cui Alberto Stasi sta finendo di scontare 16 anni di carcere. La relazione della Cattaneo parla di due fasce orarie per l'omicidio a partire dalle 9.12, nelle agende di Sempio trovati appunti vaneggianti su sogni di stupri e omicidi. Ieri l'avviso di conclusione dell'indagine ad Andrea Sempio, l'amico di lunga data di Marco Poggi, il fratello della vittima che è stato definito "ostile" e alle prese con una "costante difesa d'ufficio" dell'attuale indagato. Secondo i pm, il 13 agosto 2007 sarebbe stato Sempio, e non Stasi, a uccidere Chiara (tra le 9.12 e le 12.30) con odio e crudeltà. Il movente? Chiara lo avrebbe respinto. Si parla ancora della traccia 33 e del famoso scontrino che sarebbe falso. E a riscontro del movente ci sarebbero le intercettazioni dello scorso anno. Gli avvocati di Sempio ora stanno chiedendo l’accesso al fascicolo, quelli di Stasi dicono che "Alberto ha una speranza sempre più crescente” e pensano alla revisione del processo. Per i Poggi invece continua lo strazio: sembrano ancora convinti della colpevolezza di Stasi e tramite i legali parlano di “suggestione mediatica” rispetto alla nuova indagine.

Cosa può succedere a Sempio

 Il pool difensivo di Sempio, composto dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia e dai consulenti tecnici di parte, da oggi potranno acquisire tutto il materiale probatorio che per i pm di Pavia individua nel commesso del negozio di telefonia di 38 anni l’unico autore dell’omicidio di Chiara Poggi. A loro viene concesso, secondo le regole un termine di 20 giorni per studiare gli atti. A quel punto potrebbero decidere di presentare una memoria con le contro argomentazioni difensive o chiedere che Sempio venga interrogato dai magistrati inquirenti per chiarire la sua posizione. Il termine non è perentorio ed è quindi probabile, anche per la complessità della vicenda, che possa essere dilatato. La procura potrebbe decidere di esercitare l’azione penale nei confronti di Sempio, ovvero chiedere per lui il rinvio a giudizio, o anche scrivere e inoltrare all’ufficio della gip Daniela Garlaschelli una richiesta di archiviazione. Appare più probabile il primo scenario.

A quel punto un altro giudice dello stesso ufficio pavese dovrebbe fissare l’udienza preliminare. Non è chiaro se a Sempio sarebbe concesso di potere eventuale accedere al giudizio abbreviato. Un rito alternativo davanti allo stesso giudice dell'udienza predibattimentale che, in caso di condanna, prevede lo sconto di un terzo della pena. Nel caso di specie, per via delle aggravanti (“crudeltà” e "futili e abbietti motivi”) contestate, Sempio rischia la pena dell’ergastolo e con l’abbreviato la pena massima sarebbe di 30 anni. Dal 2019, però, è entrata in vigore una legge che prevede l’inapplicabilità del rito per i reati da ergastolo. Il dubbio sta nel fatto che l’omicidio è stato commesso nel 2007 mentre l’iscrizione nel registro degli indagati del 38enne è del 2025.

Cosa può succedere a Stasi

Anche per la difesa di Alberto Stasi si prospettano settimane di grande impegno . Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis si apprestano con gli elementi raccolti durante le loro indagini difensive, che non hanno reso noti, e con quelli dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano contro Sempio a scrivere l’istanza di revisione del processo per il loro assistito. L’allora fidanzato di Chiara, dopo due assoluzioni, è stato condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione. Il 42enne ha finora trascorso in cella dieci anni di reclusione, che da qualche mese sta scontando in regime di semilibertà. Esce al mattino e rientra la sera nella casa di reclusione di Bollate. Ad agosto grazie al beneficio della liberazione anticipata potrebbe chiedere la misura alternativa dell’affidamento in prova e, se concesso, lasciare il carcere.

 L’avvocata Bocellari ha però già preannunciato che una volta depositata l’istanza per cancellare la condanna potrebbe cominciare a chiedere alla Corte di appello di Brescia di sospendere l’esecuzione della pena in attesa della definizione del giudizio. Parallelamente anche la Procura generale della Corte di appello di Milano è stata attivata dai colleghi della procura di Pavia per formulare un autonoma richiesta di revisione. Nelle scorse settimane la procuratrice generale Francesca Nanni ha chiarito che prima di adottare qualsiasi iniziativa, in concerto con l’avvocata generale Lucilla Tontodonati, ci vorrà molto tempo per studiare bene le carte e valutare il da farsi.


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