Gaza, Tajani in Parlamento a muso duro contro l’opposizione: “Noi non scodinzoliamo dietro Trump e dietro nessuno”

Gaza, Tajani in Parlamento  a muso duro contro l’opposizione: “Noi non scodinzoliamo dietro Trump e dietro nessuno”

Gaza, Tajani in Parlamento a muso duro contro l’opposizione: “Noi non scodinzoliamo dietro Trump e dietro nessuno”   Photo Credit: Ansa.foto/Riccardo Antimiani


17 febbraio 2026, ore 15:47

Riccardo Magi, segretario di Più Europa: “Il governo scodinzola”. Ettore Rosato, Azione: “Entriamo in comitato d’affari”. Angelo Bonelli, leader dell’Alleanza Verdi e Sinistra: “Siamo vassalli”. Futuro Nazionale: “Occorre coinvolgere anche la Russia”

Come da indiscrezioni dei giorni scorsi, l’Italia sarà al tavolo di Washington per la prima riunione di giovedì del Board of peace, l’organismo di Donald Trump per Gaza e altre aree di crisi, ma solo come Paese osservatore. Aderire in altra forma non avrebbe garantito il rispetto della Costituzione. Ma l’Italia non può restare ai margini del processo di pace in Medio Oriente che non ha alternative al piano Trump. Questi i punti principali delle comunicazioni alla Camera del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha poi condannato ogni tentativo di annessione della Cisgiordania da parte di Israele.

Farnesina

"L'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contrario alla lettera e allo spirito dello stesso art. 11 della nostra Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie". Lo afferma il ministro degli Esteri ribadendo che "il governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione Usa a presenziare, in qualità di Paese osservatore, alla prima riunione del Board of Peace", "certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali". “In ogni contatto con l'amministrazione americana, abbiamo sempre richiamato la necessità di garantire la stretta osservanza dei principi della nostra Costituzione e il coinvolgimento del Parlamento. L'ho fatto io stesso più volte con il segretario di Stato Rubio nelle nostre frequenti occasioni di incontro". Così il ministro degli Esteri che ha aggiunto che “non esistono alternative al piano di pace di Trump”, disegno “fatto proprio dal Consiglio di sicurezza Onu”.

Il dibattito

Dopo le comunicazioni del titolare della Farnesina, ecco un dibattito acceso. “Noi non siamo pavidi e la decisione del governo di partecipare al Board of peace come paese osservatore non è solo una scelta opportuna ma necessaria e coerente col nostro ruolo come partner internazionale e con i dettami della Costituzione”. Così la deputata di Forza Italia, Deborah Bergamini, prima a intervenire dopo il ministro. Mentre la Lega per voce di Giulio Centemero sostiene che “sarebbe sbagliato liquidare a priori questo tentativo che merita di essere osservato con attenzione e non con pregiudizio". Giovanni Maullu di FdI parla di “falsità dalla sinistra”. Di tutt’altro tenore è il giudizio delle opposizioni. Duro Riccardo Magi di Più Europa: “Il governo non ha politica estera, ma attende e scodinzola”. Per Ettore Rosato di Azione "la nostra partecipazione al Board, anche come osservatori è profondamente sbagliata" perché indebolisce le Nazioni Unite. Il dem Giuseppe Provenzano attacca definendo il Board “un modello coloniale”. Stessa accusa da Carmela Auriemma del M5S che parla di “colonialismo 5.0” mentre il suo leader Giuseppe Conte parlando con i cronisti ribadisce che fosse stato al posto della premier, non sarebbe andato al Board: “Ci va Orban, non mi sembra una bella compagnia”. “Questa scelta è uno strappo alla collocazione internazionale del nostro Paese" dunque “fino a che punto siete disposti ad andare avanti nelle relazioni internazionali per correre alla corte di Trump?”, incalza Provenzano che poi cita le parole di Marina Berlusconi: “Il mondo di Trump non è quello che penso per me e i miei figli”. Il parlamentare dem ricorda che il Board “non nasce dalla risoluzione ONU, – come sostenuto da Tajani, ndr – che richiedeva sì un organismo di controllo ma doveva coinvolgere anche i palestinesi. Questa è una vera truffa, Trump lo ha definito come il Cda del mondo”, conclude. "È un board di dittatori, autocrati, finanzieri, miliardari - attacca il verde Angelo Bonelli -. Scelga lei se si ritiene un vassallo, un valvassore, ministro. Però non ha avuto il coraggio di nominare un nome, quello che è il responsabile dei crimini di guerra: Netanyahu”. Da segnalare la posizione di Futuro nazionale che vuole nel Board “anche la Federazione russa”. Così Edoardo Ziello, passato dalla Lega al gruppo misto come esponente del nuovo partito di Roberto Vannacci.

La replica

"Noi non scodinzolavamo dietro alla Merkel e non scodinzoliamo dietro a Blair, non partecipiamo a nessun comitato di affari". Così in replica il ministro Tajani in replica alla Camera affermando che "in quest'aula non ho ascoltato alcuna proposta alternativa al piano di pace ma solo critiche legittime a Trump e al Board, se ce ne sono io sono pronto a tenerne conto". Alla fine nessuna sorpresa: voto favorevole al documento presentato dai gruppi di maggioranza e voto contrario a quello sottoscritto da tutte le opposizioni, compreso il gruppo di Azione.



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