Giochi di Milano Cortina. Papa Leone XIV, nuovo appello alla Tregua olimpica
Giochi di Milano Cortina. Papa Leone XIV, nuovo appello alla Tregua olimpica Photo Credit: Foto: Ansa/Vatican Media Handout
06 febbraio 2026, ore 13:30
Nel giorno dell'inaugurazione dei Giochi invernali il Pontefice rilancia lo strumento di speranza della Tregua, simbolo e profezia di un mondo riconciliato
Nel giorno che segna l'inizio ufficiale dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina, Papa Leone XIV torna a far sentire la sua voce con un nuvo appello per la tregua olimpica. "Incoraggio vivamente tutte le Nazioni, in occasione dei prossimi Giochi Olimpici e Paralimpici invernali, a riscoprire e a rispettare questo strumento di speranza che è la Tregua olimpica, simbolo e profezia di un mondo riconciliato" si legge nella Lettera "La vita in abbondanza. Sul valore dello sport", pubblicata oggi in occasione della celebrazione dei XXV Giochi Olimpici Invernali, che si tengono tra Milano e Cortina d'Ampezzo da oggi al 22 febbraio prossimo, e dei XIV Giochi Paralimpici, che si svolgeranno, sempre tra Milano e Cortina, dal 6 al 15 marzo.
L'APPELLO, LO SPORT FAVORISCE IL BENE COMUNE
Prevost cita i suoi predecessori che in occasioni delle passate Olimpiadi hanno sottolineato come lo sport possa svolgere un ruolo importante per il bene dell'umanità, in particolare per la promozione della pace. Come richiesto con l'accordo nell'antica Grecia, con l'obiettivo "di sospendere le ostilità prima, durante e dopo i Giochi Olimpici, affinché atleti e spettatori potessero viaggiare liberamente e le competizioni svolgersi senza interruzioni". Nell'articolata Lettera il Papa sottolinea anche che "la pratica sportiva, lo sappiamo, può avere una natura professionale, di altissima specializzazione: in questa forma essa corrisponde a una vocazione di pochi, pur suscitando ammirazione ed entusiasmo nel cuore di tanti, che vibrano al ritmo delle vittorie o delle sconfitte degli atleti. Ma l'esercizio sportivo è un'attività comune, aperta a tutti e salutare per il corpo e per lo spirito, al punto da costituire un'universale espressione dell'umano". Tra le righe Leone lascia emergere la sua passione per il tennis, "ogni giocatore spinge l'altro al limite del proprio livello di abilità. L'esperienza è esaltante e i due giocatori si spingono reciprocamente a migliorarsi; e questo vale tanto per due bambini di dieci anni quanto per due campioni professionisti''.
I NO DEL PAPA, AL DOPING, AL FANATISMO, ALLE STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE
Il Papa parla di patto etico condiviso: l'accettazione leale delle regole e il rispetto della verità del confronto. Il rifiuto del doping e di ogni forma di corruzione, ad esempio, è una questione non solo disciplinare, ma che tocca il cuore stesso dello sport. Per il Pontefice, poi, "la giusta competizione e la cultura dell'incontro non riguardano solo i giocatori, ma anche gli spettatori e i tifosi". E' qui che arriva il no al 'fanatismo' qui "lo sport non unisce ma estremizza, non educa ma diseduca, perché riduce l'identità personale a un'appartenenza cieca e oppositiva". L'altra distorsione è la 'strumentalizzazione politica' "quando lo sport viene piegato a logiche di potere, di propaganda o di supremazia nazionale, è tradita la sua vocazione universale".
