Giovani italiani tra fiducia e fragilità: uno su quattro si sente “sotto pressione”. I dati dell’Osservatorio Unhate

Giovani italiani tra fiducia e fragilità: uno su quattro si sente “sotto pressione”. I dati dell’Osservatorio Unhate

Giovani italiani tra fiducia e fragilità: uno su quattro si sente “sotto pressione”. I dati dell’Osservatorio Unhate


10 marzo 2026, ore 16:00 , agg. alle 16:53

Il 24% dei giovani italiani tra 13 e 24 anni si sente sopraffatto e sotto pressione, mentre il 17% è “fiducioso propositivo”: tutti i dati della ricerca

A Roma sono stati presentati i risultati della prima ricerca dell’Osservatorio permanente sulla condizione giovanile promosso dalla Unhate Foundation, realtà del Terzo Settore fondata da Alessandro Benetton. Lo studio, guidato dal sociologo Mauro Magatti e intitolato “FRAGILE – mappae mundi di una nuova generazione”, analizza la condizione dei giovani italiani tra i 13 e i 24 anni e il modo in cui affrontano un contesto caratterizzato da libertà e possibilità senza precedenti, ma anche da nuove forme di pressione.

L'ANALISI DEI DATI 

Tra i dati più significativi emerge che il 24% dei ragazzi rientra nel profilo degli “sfiduciati sotto pressione”: giovani che percepiscono il mondo come spaventoso, si sentono sopraffatti e poco in grado di agire, tendono a interiorizzare il disagio e a faticare nelle relazioni. All’opposto, il 17% è composto dai “fiduciosi propositivi”, ragazzi aperti e attivi, con un buon equilibrio emotivo e relazionale, capaci di guardare al futuro come a uno spazio di opportunità. La ricerca evidenzia come l’attuale generazione cresca in un contesto di grande apertura – accesso all’informazione, mobilità, possibilità culturali e globali – che tuttavia, in assenza di reti educative solide, può trasformarsi in una fonte di disorientamento e pressione. Nonostante questo, oltre due terzi dei giovani dichiarano di avere una visione positiva di sé, della propria vita e del futuro, mostrando fiducia in particolare verso l’Europa e verso i progressi della scienza e della tecnologia. Lo studio individua quattro profili generazionali. Oltre ai fiduciosi propositivi e agli sfiduciati sotto pressione, compaiono i “moderati in transizione” (34%), il gruppo più numeroso, caratterizzato da un equilibrio fragile che richiede sostegno costante, e gli “irrequieti in bilico” (25%), giovani molto attivi ma spesso esposti all’ansia da prestazione e al rischio di sovraccarico.

LE CONCLUSIONI 

Dalla ricerca emerge inoltre il ruolo determinante delle risorse culturali, relazionali ed economiche disponibili per i ragazzi. In questo quadro la scuola rappresenta uno snodo centrale, ma molti studenti la percepiscono soprattutto come un luogo di valutazione e pressione. Rafforzare la dimensione educativa e orientativa, in particolare tra i 16 e i 20 anni, può contribuire a dare maggiore senso alle esperienze e aiutare i giovani a costruire una visione più chiara del proprio percorso. Un altro elemento emerso con forza è l’importanza delle attività extracurriculari, come sport, arte e volontariato, che rappresentano un fattore protettivo significativo per il benessere psicologico e per la costruzione di relazioni solide. Alla luce dei risultati, l’Osservatorio propone cinque linee di azione: ricostruire relazioni educative stabili e luoghi di appartenenza; trasformare l’orientamento in un processo continuo; migliorare la gestione delle transizioni tra scuola e lavoro; integrare il benessere psicologico nei contesti educativi con servizi accessibili; e valorizzare il protagonismo dei giovani attraverso spazi concreti di partecipazione.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE BENETTON 

“Con questo Osservatorio Permanente abbiamo voluto dotarci di uno strumento coerente con la missione di Fondazione Unhate: contrastare odio e violenza intervenendo sulle loro cause profonde e generando opportunità concrete per le giovani generazioni – commenta Alessandro Benetton, Presidente di Edizione e della Fondazione UnHate –. Una modalità di lavoro basata sui dati, pensata per offrire una fotografia puntuale della condizione in cui vivono, comprenderne necessità, disagi e bisogni reali, e mettere queste evidenze a disposizione di istituzioni, servizi educativi, imprese e territori. L’obiettivo è costruire contesti capaci di attivare il loro potenziale attraverso piani e progetti consapevoli, che rispondano in modo concreto alle loro esigenze”. “Ho sempre creduto che i giovani siano il presente, oltre che il futuro, del nostro Paese e del pianeta – conclude Benetton –. Come imprenditore, ma prima di tutto come uomo, cittadino e padre, voglio continuare a fare la mia parte affinché essi vengano ascoltati, coinvolti e accompagnati a scoprire ed esprimere il proprio talento. In un contesto globale così complesso e segnato dall’inverno demografico, investire in relazioni, orientamento e continuità educativa non è solo una responsabilità sociale: è una scelta strategica”.

IL COMMENTO DEL PROF. MAGATTI

“Ogni generazione eredita un mondo e ha il compito di rigenerarlo, creando nuove forme di libertà, responsabilità e relazione – commenta il Prof. Mauro Magatti, Presidente di Fondazione Poetica – nella cornice demografica attuale, riconoscere la differenza tra le generazioni apre lo spazio all'incontro tra sguardi, linguaggi e codici diversi. Questo laboratorio generazionale nasce dalla necessità di superare analisi frammentate e restituire una mappa dinamica che unisca dati quantitativi, sguardi qualitativi e, soprattutto, le voci dirette delle ragazze e dei ragazzi”. “Le fragilità giovanili – conclude Magatti – sono il risultato di una complessa relazione tra individui, contesti educativi, istituzioni e mondo sociale. La ricerca non si limita a descrivere il disagio, ma interroga i sistemi che contribuiscono a generarlo o a contrastarlo, con particolare attenzione al ruolo cruciale della scuola”.

PRESENTI ALL'EVENTO ANCHE IL SENATORE MARTI E LA DEPUTATA MANZI

“Dalla ricerca riceviamo indicazioni importanti che, negli ultimi anni, hanno trovato una traduzione concreta nelle politiche educative messe in campo dal Governo. Il compito della politica non è semplicemente intervenire quando le difficoltà emergono, ma costruire un ecosistema educativo più forte, capace di accompagnare i ragazzi nei passaggi più delicati della crescita ed è quanto stiamo facendo da tre anni a questa a parte ma potremo fare ancora meglio contando su una sinergia positiva con l’Osservatorio“. Così ha dichiarato il Senatore Roberto Marti, Presidente Commissione Cultura nel corso della presentazione della ricerca sulla condizione giovanile promossa da Fondazione Unhate. Queste invece le parole dell’onorevole Irene Manzi, componente della Commissione Cultura della Camera: “Io credo che sia necessario dare una struttura più stabile e trasversale a quegli strumenti che spesso vengono realizzati grazie al contributo degli enti del Terzo settore e delle Fondazioni, che in questo ambito svolgono un ruolo particolarmente importante a sostegno dei giovani. In questo modo si potrebbero anche superare le disparità territoriali, perché non tutti i territori riescono a stabilizzare questo tipo di progettualità. Per questo ritengo che un’alleanza politico-istituzionale sia fondamentale per il futuro dei giovani.”


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