GIRO, SUL BLOCKHAUS L’ACUTO VINCENTE DI VINGEGAARD; EULALIO CONSERVA LA MAGLIA ROSA

GIRO, SUL BLOCKHAUS L’ACUTO VINCENTE DI VINGEGAARD; EULALIO CONSERVA LA MAGLIA ROSA

GIRO, SUL BLOCKHAUS L’ACUTO VINCENTE DI VINGEGAARD; EULALIO CONSERVA LA MAGLIA ROSA   Photo Credit: AnsaFoto.it/Luca Zennaro


15 maggio 2026, ore 18:15 , agg. alle 18:32

Il danese è andato all’attacco in salita e ha vinto per distacco; Pellizzari ha cercato di resistere, ma ha preso un minuto

LA VOCE DEL PADRONE

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Jonas Vingegaard è considerato il grande favorito per la vittoria finale del Giro; il danese - dopo una settimana di corsa, al primo arrivo in salita- ha imposto la sua legge e ha messo le cose in chiaro. A cinque chilometri dall’arrivo è andato all’attacco e sulla montagna abruzzese del Blockhaus ha vinto per distacco. Secondo al traguardo l’austriaco Felix Gall, bravo a restare quasi vicino al campione. Giulio Pellizzari ha provato a resistere, ha risposto ai primi due attacchi di Vingegaard, ma al terzo non ha saputo tenere il passo: al traguardo ha pagato un ritardo di 1 minuto e 5 secondi.

LA MAGLIA ROSA RESISTE

In testa alla classifica resta Afonso Eulalio. Il portoghese aveva più di sei minuti di margine su Vingegaard, ha limitato i danni; il suo vantaggio ora è dimezzato ma la maglia rosa è ancora sua. Ora Vingegaard ha un ritardo di 3’17”, mentre Gall è a 3’34”. Pellizzari ora è a 4’28”, Ciccone a 4’57”.

SUBITO BAGARRE

Poco dopo la partenza da Formia è partita l’azione che ha contraddistinto gran parte della tappa. Fuga con cinque corridori: il velocista italiano Jonathan Milan, ancora senza vittorie in questo Giro, poi Zukowsky, Van Der Lee, Naberbam e Sevilla. A 100 chilometri dall’arrivo, Milan si è fatto riassorbire dal gruppo; gli ultimi ad arrendersi sono stati Zukowsky e Van Der Lee.

ECCO I MURI MARCHIGIANI

L’ottava tappa partirà da Chieti, costeggerà l’Adriatico e si concluderà a Fermo dopo 156 chilometri. La seconda parte del tracciato è molto impegnativa, da Cupra Marittima si va nell’entroterra per affrontare i cosiddetti muri marchigiani, salite brevi ma intense che regalano emozioni da ‘classica del nord’. Anche il traguardo sarà al termine di uno strappo impegnativo.



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