Governo, Meloni adesso riflette sul rimpasto, il Presidente Mattarella attende le mosse della premier
Governo, Meloni adesso riflette sul rimpasto, il Presidente Mattarella attende le mosse della premier Photo Credit: AnsaFoto.it/Francesco Ammendola
30 marzo 2026, ore 16:00 , agg. alle 17:17
Dopo l’uscita di Daniela Santanché nella maggioranza si rincorrono le voci su altri ministri considerati in bilico, come Urso (che ha appena convocato il tavolo di confronto con le imprese), Schillaci ed Elvira Calderone. E torna il nome del leghista Zaia
Dopo la sconfitta nel referendum, la fase di riflessione è prolungata. E terminerà soltanto quando Giorgia Meloni chiarirà pubblicamente la prospettiva del suo governo. Ma sembra più di un indizio la dichiarazione con cui la premier rivendica che "il decreto sicurezza funziona", dopo il fermo preventivo dei 91 anarchici: "È in questa direzione che il governo continuerà a muoversi: più strumenti per garantire sicurezza a tutti e più tutele per chi vuole manifestare pacificamente".
Lo scenario
A una settimana dal ko referendario, accompagnato dal terremoto delle dimissioni di Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, le nubi che avvolgono lo scenario non si sono diradate, ma alleati e fedelissimi tendono a escludere l'ipotesi di un voto anticipato, pur accarezzata a Palazzo Chigi. Mentre si rincorrono le voci su un rimpasto, che potrebbe essere leggero o più robusto. Il presidente Sergio Mattarella in questa fase è alla finestra, anche lui in attesa di sapere le scelte della premier, ma certamente al Quirinale già si studiano le sue prossime possibili mosse. La premessa è che Mattarella, come d'altronde tutti i presidenti, non vede di buon occhio scossoni in una maggioranza che ha numeri saldi. Ancor di più in una congiuntura internazionale delicata come questa. Mentre è naturale che una sostituzione secca di Santanchè sarebbe indolore, ben più complicato prevedere quale sarebbe la lettura del Colle con un cambio della squadra governativa più pesante. La portata del rimpasto potrebbe condurre a una fase diversa e quindi anche a un Meloni bis. Nel caso invece di dimissioni, sembra chiaro che il Capo dello Stato avvierà il consueto giro di consultazioni e, solo dopo che le forze politiche avranno pubblicamente espresso la non esistenza di una maggioranza diversa, scioglierà le Camere.
I sondaggi
Ai piani alti dell’esecutivo si studiano anche i sondaggi: quello di Pagnoncelli pubblicato dal Corriere della Sera rileva il calo di FdI di un punto in un mese, e attribuisce a Futuro nazionale un 3% che potrebbe essere fondamentale per il centrodestra. Nella maggioranza ci si confronta sul voto anticipato. Per i più sarebbe un azzardo. Si tende a definire questo scenario a un'ipotesi messa sul tavolo nei giorni scorsi sull'onda dell’amarezza per il risultato del referendum. Accompagnata da una certezza espressa da Meloni ai suoi: non vuole farsi logorare. Nella cena con Antonio Tajani e Matteo Salvini la premier ha voluto compattare le fila, ma non avrebbe dato indicazioni definitive sulle sue intenzioni. Che comunque esporrà innanzitutto al Capo dello Stato. Diversi fedelissimi sono certi che continui a guardare a fine legislatura, obbiettivo che permetterebbe al governo (il 4 settembre) di diventare il più longevo. Due le priorità in questa situazione: una ricetta di misure con cui rilanciare l'azione per recuperare consenso, e velocizzare l'iter della nuova legge elettorale.
Santanché
Intanto si pensa al successore al Turismo di Santanchè ("L'unica certezza è che non lascio FdI, e sono sempre con Giorgia Meloni", garantisce lei dalla Versilia). La premier dovrebbe mantenre l'interim non a lungo. Rimane in pole un tecnico d'area come la presidente dell'Enit Alessandra Priante, e c'è l'idea di promuovere il deputato di FdI Gianluca Caramanna a sottosegretario. Le deleghe al Dap e alla Penitenziaria che aveva Delmastro potrebbero essere distribuite tra il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto e il sottosegretario Andrea Ostellari, anche se non è esclusa la nomina di un altro sottosegretario (Sara Kelany, Ciro Maschio o Carolina Varchi). Ad Annalisa Imparato, pm di Santa Maria Capua Vetere che si è spesa per il 'Sì', potrebbe essere affidata la direzione generale di un dipartimento di Via Arenula.
Urso
Ma nella maggioranza si rincorrono le voci su altri ministri considerati in bilico, come Adolfo Urso (che ha appena convocato il tavolo di confronto con le imprese), Orazio Schillaci ed Elvira Calderone. E torna il nome del leghista Luca Zaia. Ma il suo inserimento potrebbe rientrare esclusivamente in un rimpasto più largo, perché altererebbe l'equilibrio fra gli alleati e FI non rimarrebbe a guardare. Senza dimenticare che, di fronte a modifiche più articolate della squadra, la Lega (decisamente silenziosa in questi giorni) potrebbe rivendicare il Viminale. E comunque per scongiurare il rischio logoramento, è uno dei ragionamenti che si fanno a Palazzo Chigi, potrebbe però non essere sufficiente cambiare solo qualche casella.
