Governo, Meloni difende la norma sui rimpatri e annuncia un nuovo decreto per soddisfare i rilievi del Colle
Governo, Meloni difende la norma sui rimpatri e annuncia un nuovo decreto per soddisfare i rilievi del Colle Photo Credit: AnsaFoto.it/
21 aprile 2026, ore 16:00
La premier smentisce che il decreto sicurezza ‘sia un pasticcio’. Ma le opposizioni sono critiche, e l’esecutivo, per evitare che Mattarella non firmi il testo, confeziona un nuovo provvedimento per modificare il meccanismo degli incentivi per gli avvocati
Il decreto sicurezza? «Non lo considero un pasticcio. Stiamo raccogliendo i rilievi tecnici, alcuni rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati, e trasformeremo quei rilievi in un provvedimento ad hoc, perché non c'erano margini di tempo sulla conversione del decreto per correggere la norma. Ma la norma rimane, perché è una norma di assoluto buon senso e francamente mi stupisce quello che ho sentito dire dalle opposizioni in questi giorni». Così Giorgia Meloni, al Salone del mobile di Milano, scende in campo sull’argomento più caldo, negli ultimi giorni, dell’attualità politica: quel decreto sicurezza su cui ieri il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha esternato i propri rilievi in un incontro con il sottosegretario a Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano.
La linea
Meloni dunque spiega la sua linea: la norma che introduce un incentivo per gli avvocati che seguono una pratica di rimpatrio volontario è una norma di «buon senso». «Non mi è chiara la ragione per la quale noi che riconosciamo il gratuito patrocinio all'avvocato che assiste il migrante che fa ricorso contro un decreto di espulsione, non dobbiamo invece riconoscere il lavoro di quel professionista che assiste un migrante quando volontariamente sceglie di essere rimpatriato», ha sostenuto. «Mi pare che sui rimpatri volontari assistiti siamo d'accordo, è uno strumento che l'Europa ci chiede di intensificare, è uno strumento che continuiamo a portare avanti e sul quale stiamo lavorando per rafforzarlo. Almeno su questo mi pareva che fossimo d'accordo, ora scopro che non lo siamo ma andiamo comunque avanti».
Trump
Ma non è tutto. Nel punto stampa milanese spazio anche ad altri temi, a cominciare dalle recenti dure critiche del presidente americano Donald Trump: «Non sono rimasta male. Penso che il coraggio sia dire quello che si pensa anche quando non si è d'accordo. Me l'aspettavo quindi. Ma penso che questo non debba far rinunciare le persone a dire quello che pensano anche quando non sono d'accordo. L'amicizia è fatta di questo, il coraggio è fatto di questo. Questo chiaramente non vuol dire mettere in discussione i nostri storici rapporti con gli Usa. Gli amici ti danno una mano anche e forse soprattutto quando ti dicono che non sono d'accordo». E sul capitolo del blocco del canale di Hormuz la premier ha dichiarato: «Noi siamo stati tra i primi a proporre che ci fosse una copertura Onu su una eventuale missione a Hormuz e questo non è stato possibile per un veto che c'è nel Consiglio di sicurezza da parte di Usa e Cina. Vedremo se nelle prossime settimane questo veto può essere superato. Se non dovesse essere superato, a condizioni date che abbiamo già chiarito, ci deve essere una cessazione delle ostilità e una ampissima adesione internazionale. La postura della missione deve essere solo difensiva. Io penso che l'Italia dovrebbe esserci ma deve essere il Parlamento a esprimersi».
I carburanti
Quindi, sull’ipotesi di una proroga del taglio delle accise dei carburanti, Meloni ha voluto precisare in questo modo: «Ci sono importantissimi negoziati in corso che sosteniamo, sia quello di Islamabad sia il negoziato diretto Israele-Libano per noi molto importante, vediamo sulla base di quello che uscirà da questi negoziati le priorità che ci dobbiamo dare. Quella dei prezzi dell'energia è una grande questione, che è stata oggetto di un decreto molto articolato recente del governo e oggetto anche di una battaglia che stiamo conducendo in Europa e che ci porterà fra qualche giorno al Consiglio europeo a riproporre alcune proposte che consideriamo fondamentali nell'attuale crisi».
