Governo, Meloni scrive a Bruxelles per chiedere più flessibilità sull’energia. Ma l’Unione europea frena
Governo, Meloni scrive a Bruxelles per chiedere più flessibilità sull’energia. Ma l’Unione europea frena Photo Credit: AnsaFoto.it/Ettore Ferrari
18 maggio 2026, ore 16:14
La presidente del Consiglio chiede di attivare la clausola di salvaguardia per l’emergenza bollette e benzina, la Commissione replica indicando 95 miliardi di euro ancora non spesi nel bilancio comunitario prima di invocare nuove deroghe al Patto di Stabilità
Il governo italiano ha aperto un confronto serrato con i vertici dell’Unione Europea per ottenere margini di manovra fiscale simili a quelli previsti per le spese militari, necessari a fronteggiare l’impennata dei costi energetici.
La lettera
La stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni è schierata in prima linea con una lettera ufficiale indirizzata a Ursula von der Leyen. La replica della Commissione Europea non si è fatta attendere: pur confermando la ricezione della missiva e l’apertura al monitoraggio della crisi, l’Esecutivo UE ha invitato l’Italia a dare priorità all’utilizzo dei 95 miliardi di euro ancora disponibili nei fondi comunitari prima di invocare nuove deroghe al Patto di Stabilità.
La strategia
L’aggravarsi dell’instabilità in Medio Oriente, con il timore di un attacco americano contro l’Iran e il possibile blocco dello Stretto di Hormuz, ha spinto Giorgia Meloni a chiedere formalmente l’attivazione dell’articolo 26 dei Trattati, la cosiddetta “National Escape Clause”. L’obiettivo è equiparare le risorse contro il caro bollette e l’aumento dei carburanti agli investimenti per la difesa, garantendo così una deroga ai vincoli di bilancio. “L’Italia continuerà a fare la propria parte per rafforzare la sicurezza e la difesa europea. È una responsabilità che sentiamo. Ma agli occhi dei cittadini europei esiste un’altra emergenza altrettanto concreta e immediata: quella energetica”, scrive la premier nella lettera. La strategia punta a coinvolgere i Paesi del Sud e dell’Est Europa per superare le resistenze della Germania e dei Paesi “frugali”, giustificando la necessità di proteggere la tenuta sociale del Paese.
Il tesoretto
Dagli uffici della Commissione, la portavoce capo Paula Pinho ha confermato che la lettera “è stata effettivamente ricevuta”, assicurando una risposta rapida ma senza anticipare i dettagli della decisione finale. Tuttavia, il portavoce responsabile per l’Economia, Balazs Ujvari, ha precisato la linea dell’Esecutivo: in questa fase la priorità è sfruttare i finanziamenti già pronti. Su circa 300 miliardi di euro stanziati per la sicurezza energetica tramite strumenti come NextGenerationEU, Politica di Coesione e Fondo per la Modernizzazione, restano ancora circa 95 miliardi da impiegare. “L’obiettivo principale ora è garantire che gli Stati membri utilizzino effettivamente i fondi rimanenti”, ha sottolineato Ujvari, ribadendo che ogni misura deve restare entro vincoli fiscalmente responsabili e non alimentare la domanda aggregata di energia.
