Guerra in Medioriente, si apre il fronte libanese. Colpita l'ambasciata americana a Riad

Guerra in Medioriente, si apre il fronte libanese. Colpita l'ambasciata americana a Riad

Guerra in Medioriente, si apre il fronte libanese. Colpita l'ambasciata americana a Riad   Photo Credit: ANSA


03 marzo 2026, ore 10:25

Medio Oriente in Fiamme. Israele ha sfondato il confine con il Libano via terra, nonostante il Governo abbia smentito un'operazione 'boots on the ground'. L'Iran lancia missili in tutto il Golfo per colpire postazioni americane

VARCATO IL CONFINE ISRAELIANO CON IL LIBANO

Le operazioni israeliane sul confine con il Libano sono diventate una invasione. L’esercito di Tel Aviv è entrato nel paese confinante da sud. Dopo gli attacchi su Beirut contro le roccaforti di Hezbollah, Tel Aviv sta operando sul terreno, anche se il governo ha smentito una operazione boots on the ground. Il ministro della Difesa Katz ha parlato di "misura tattica per garantire la sicurezza del paese". Secondo fonti locali sarebbero già 30 mila gli sfollati dalla capitale libanese Intanto, la furia americana aumenta in Medioriente. Dopo l’attacco all’ambasciata americana di Riad, il presidente americano Trump ha garantito una risposta a breve e non ha escluso l’invio di truppe nel Golfo, d’altronde già ieri parlava di una grande ondata che avrebbe travolto il regime iraniano. Il capo della casa bianca ha inoltre specificato che le munizioni non si esauriranno, come avevano paventato alcuni analisti, e che gli Usa possono attaccare all’infinito. Aveva ridimensionato il vicepresidente Jd Vance, dichiarando che “l’Iran non sarà l’Iraq”. Nel frattempo, secondo Washington, a Teheran sono state distrutte le basi di comando del regime e la sede della televisione nazionale, oltre a nuovi attacchi sull’impianto nucleare di Isfa-han

LA RISPOSTA IRANIANA

Si alza l’asticella della guerra e si allarga il fronte. Colpita l’ambasciata americana a Riad. Nella notte due droni hanno bucato lo scudo saudita e si sono abbattuti sugli uffici diplomatici americani, provocando un incendio. L’edificio era vuoto, dunque nessun ferito. Ma lo strike ha un potente valore simbolico. Il principe bin Salman, da sempre alleato del presidente Trump, oggi è più vicino alla causa di Israele, un fatto non banale. Il capo della casa bianca ha fatto sapere che ci sarà presto una risposta e che gli Usa non temono gli attacchi, e il dipartimento di stato ha ordinato la partenza di tutto il suo personale diplomatico "non urgente" dalle ambasciate in Iraq, Giordania, Kuwait e Bahrein. L’obiettivo dei mullah è colpire le postazioni americane nel Golfo, incendiando tutto il Medioriente. Israele, intanto, ha attaccato simultaneamente Teheran e Beirut. Colpite basi di lancio e la sede della televisione nazionale in Iran. Colonne di fumo dalla capitale libanese, soprattutto nelle roccaforti di Hezbollah, il gruppo che è stato decimato nella guerra del 2024, continua ad appoggiare gli ayatollah, esponendo il paese al rischio di una guerra civile, il governo libanese, infatti si è pronunciato contro gli attacchi perpetrati dal gruppo sciita, suscitando una forte frizione interna.


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