Guerra in Ucraina, le critiche a Zelensky e l'antiamericanismo in questo momento non hanno senso

Guerra in Ucraina, le critiche a Zelensky e l'antiamericanismo in questo momento non hanno senso

Guerra in Ucraina, le critiche a Zelensky e l'antiamericanismo in questo momento non hanno senso


15 marzo 2022, ore 15:52 , agg. alle 16:02

Insieme a un impressionante numero di fake news, con la guerra in Ucraina si è acceso il dibattito non solo sul comportamento di Putin, ma anche su quello di Zelensky. E c'è chi ha rispolverato un forte antiamericanismo

Le critiche a Zelensky

Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky, nelle ultime settimane, è stato raccontato in tutti i modi possibili. La favola dell'attore comico e vincitore di un programma di lustrini e paillettes come Dancing with the star diventato leader di una nazione è sicuramente molto affascinante. Ancora di più lo è il fatto che il presidente non si sia tirato indietro di fronte alla guerra, non sia fuggito e sia rimasto con i fedelissimi a spronare un intero popolo diventato protagonista, insieme all'esercito, di una resistenza straordinaria. Però, perchè in questi casi spesso c'è un però, l'eroe che Zelensky ha dimostrato di essere è repentinamente diventato anche il bersaglio di critiche più o meno feroci. "Zelensky provoca, è un esaltato". "Perchè si presenta sempre in tv vestito da militare?". "Incoraggia le donne a costruire molotov e i civili a rischiare la vita combattendo". "Putin è pazzo, ma Zelensky non vuole concedergli proprio nulla". Tutte frasi lette o sentite negli ultimi giorni. Forse la narrazione dell'eroe non sempre è utile o perfetta, ma quello che il presidente ucraino sta facendo resterà nella storia, segnerà indelebilmente il destino di una Nazione, sarà esempio imperituro di coraggio, comunque vada a finire. Far passare Zelensky dalla parte dei cattivi non è giusto e scambiare la sua passione per esaltazione è miopia storica. Dalla parte sbagliata della storia c'è in questo momento solo il suo diretto antagonista, quel Vladimir Putin che ha deciso di violare i confini di uno stato sovrano e di far valere la ragione del più forte con le bombe. 


L'antiamericanismo di ritorno

Parallelamente alle critiche a Zelensky c'è un antiamericanismo di ritorno, che si affaccia costantemente nei momenti di tensione internazionale. Chiaramente nessuno dimentica tutte le volte in cui gli Stati Uniti sono stati protagonisti di comportamenti a dir poco controversi, ma, in questo momento storico, paragonare le atrocità di Putin a presunte colpe di Washington e della Nato sposta il focus dal vero problema, che è e resta l'aggressione a uno stato sovrano. Quella di essersi allargata a Est per la Nato è forse una questione su cui discutere, ma non una colpa. La legittima aspirazione dell'Ucraina a far parte del mondo occidentale è appunto una legittima aspirazione, non una colpa. La Russia e Putin sono da condannare senza se e senza ma. Zelensky e gli Stati Uniti stanno solo reagendo a una barbara violenza, nel modo migliore possibile. 


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