Guerra, nuovi attacchi sui paesi del Golfo, mentre Trump annuncia la fine del conflitto. L'asse con Putin
Guerra, nuovi attacchi sui paesi del Golfo, mentre Trump annuncia la fine del conflitto. L'asse con Putin Photo Credit: ANSA
10 marzo 2026, ore 08:30
In Medioriente si combatte, mentre il presidente americano cerca di tenere a bada l'economia mondiale con annunci rassicuranti. Ma sul campo, l'Iran continua a colpire i Paesi confinanti. Trump sente l'omologo russo
Se lo stretto di Hormuz fosse bloccato, gli stati uniti colpirebbero l’Iran 20 volte più forte. Con una capriola il presidente americano si intesta il merito del contenimento del prezzo del petrolio, mentre il mondo fa i conti con i rialzi vertiginosi. Dopo le dichiarazioni dei ministri delle finanze del G7 che si sono detti pronti a rilasciare petrolio dalle riserve di emergenza, i prezzi del brent sono tornati sotto i 100 dollari. Poi, nella notte l’annuncio del tycoon sulla fine della guerra a breve: il barile si è attestato sotto i 10 dollari e le borse asiatiche appaiono in timida ripresa dopo il tonfo di ieri.
LA GUERRA DELLE PAROLE
Dunque la guerra si combatte anche con la comunicazione, tra minacce e sberle virtuali, e missili e droni reali. E sul campo, è il ministro degli esteri iraniano che non raccoglie l’ulivo offerto dal presidente americano: nessun accorso con gli Usa, la guerra non finirà presto, gli attacchi missilistici dureranno fino a quando sarà necessario. E i Pasdaran annunciano che saranno loro a stabilire quando finirà la guerra. Intanto, proseguono i raid sugli Emirati arabi, che hanno attivato le difese aeree contro le minacce missilistiche e di droni iraniani. Nelle prime ore della mattina, l'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein, dove un raid ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno poi annunciato di aver "colpito" la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con "5 missili". L'Australia ha annunciato che dispiegherà in Medio Oriente un aereo da sorveglianza, missili aria-aria e personale di supporto.
L'ASSE CON PUTIN E LE SANZIONI
Intanto, Trump, dopo aver affermato che l’obiettivo è sostenere anche la Cina che riceve metà del suo petrolio proprio attraverso Hormuz, ha sentito Putin. Il presidente russo, che sta traendo beneficio dalla situazione aumentando le proprie esportazioni di petrolio verso la Cina, cerca di cogliere la proposta americana volta a sospendere le sanzioni verso Mosca. Istanza raccolta e perorata anche dal premier Ungherese Orban, nel cuore dell’Europa dove ancora il conflitto in Ucraina imperversa.
