Hormuz, Trump: "ho dato l'ordine di distruggere i posamine". In bilico i colloqui di venerdì a Islamabad
Hormuz, Trump: "ho dato l'ordine di distruggere i posamine". In bilico i colloqui di venerdì a Islamabad Photo Credit: ANSA
23 aprile 2026, ore 17:20
Mentre internamente la Difesa gestisce il siluramento del segretario della Marina perché inviso al capo del Pentagono Hegseth, lo stretto di Hormuz resta il nodo del contendere.
Silurato! Il segretario della Marina americana John Phelan non era più gradito al capo del Pentagono Pete Hegseth. Dunque, licenziato in tronco. Alla base della destituzione potrebbe esserci un’insofferenza da parte dell’ex commentatore della Fox News, oggi diventato segretario della Difesa, -o piuttosto della guerra come preferisce definirsi Hegseth-, che mal digeriva la vicinanza tra il suo capo, Trump, e il suo sottoposto Phelan.
HEGSETH E LA GUERRA
Secondo una fonte anonima, il ministro della guerra non tollerava l’attenzione che il Tycoon riservava a quella che aveva definito la Flotta d’oro statunitense. Hegseth non è nuovo ad azioni criticate dagli esperti e dai media. Ha fatto firmare ai giornalisti interni al pentagono un patto di riservatezza e ha cacciato i cameramen che, secondo lui, erano in grado di rendere giustizia alla sua immagine. In ogni caso, il licenziamento di Phelan non dovrebbe avere implicazioni significative sulla guerra in Iran, nonostante l’impegno della marina Usa nello stretto di Hormuz, dove la tensione è ancora altissima. Il presidente Trump ha confermato che il prossimo round negoziale si terrà domani a Islamabad, nonostante i molti nodi di disaccordo che permangono. Su tutti lo stretto di Hormuz, ancora conteso tra i due avversari, e la destinazione dell’uranio arricchito di Teheran
"DISTRUGGERE TUTTO"
E', comunque, il presidente degli Stati Uniti a muovere le pedine del Risiko, anche interno. La biondissima portavoce della Casa Bianca, estensione del presidente, Caroline Levitt, lo ha detto molto chiaramente. Decide il Donald Trump. Nello specifico, si riferiva alla proroga della tregua in Iran, in generale la gestione personalistica del capo della Casa Bianca oramai è nota. "Abbiamo il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l'approvazione della Marina americana. È sigillato ermeticamente, finché l'Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo". Lo ha affermato Donald Trump sul suo social Truth. Trump ha ordinato, inoltre, alle forze americane di sparare e a qualsiasi nave che mette mine nello Stretto. "Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di aprire il fuoco e distruggere qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola essa possa essere, che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz. Non dovrà esserci alcuna esitazione", ha scritto ancora il presidente su Truth. "Inoltre, le nostre navi dragamine stanno bonificando lo Stretto proprio in questo momento. Ordino pertanto che tale attività prosegua, ma a un livello triplicato", ha messo in evidenza.
IL CAOS DELLA COMUNICAZIONE
Secondo gli analisti, è la causa del caos comunicativo che rende ancora più opaca la complessa situazione nel quadrante mediorientale, e nello stretto di Hormuz. E così rimbalzano versioni discordanti sui prossimi passi diplomatici. Il Tycoon, che ha prorogato il cessate il fuoco fino a quando deciderà lui, e ha confermato che venerdì ci sarà il secondo round di colloqui. Poi, ha incolpato gli iraniani di ritardare la presentazione di un piano a causa delle divisioni interne, mentre da Teheran arriva la smentita secondo cui i pasdaran attendono l’ammorbidimento delle richieste presentate dagli Usa e lo sblocco navale di Hormuz.
