"I giorni della vecchia" dal 29 al 31 marzo: i tre giorni più freddi della primavera
"I giorni della vecchia" dal 29 al 31 marzo: i tre giorni più freddi della primavera Photo Credit: RONALD WITTEK
30 marzo 2026, ore 12:50
La tradizione italiane racconta il passaggio tra inverno e primavera attraverso storie simboliche, dai noti “giorni della merla” ai meno conosciuti, come i “giorni della vecchia“.
Cosa sono i giorni della vecchia
Secondo la tradizione popolare italiana del nord Italia e nell’Appennino centrale, i cosiddetti “giorni della vecchia” sono gli ultimi tre giorni di marzo, quindi dal 29 al 31 marzo, nei quali tornerebbe il freddo invernale. Questa credenza nasce dall’osservazione del clima: la fine di marzo, pur segnando l’avvicinarsi della primavera, è spesso caratterizzato da condizioni metereologiche instabili, in cui può verificarsi un ritorno improvviso del freddo, una sorta di ultimo sussulto dell'inverno. Questi giorni rientrano anche nei “nodi del freddo” che indicano specifici periodi primaverili, caratterizzati da ritorni di freddo improvviso dopo i primi tepori. In alcune località, i contadini avevano l’abitudine di segnare questi giorni sul calendario, per non anticipare troppo le attività agricole primaverili.
La leggenda tradizionale
Si racconta che un tempo marzo avesse solo 28 giorni e una vecchietta, convinta che l’inverno fosse ormai finito, decise di portare le sue pecore al pascolo, fidandosi dei raggi del sole e della dolcezza dell’aria primaverile. «Marzo, ormai farmi danno tu non puoi più, perché oggi già è aprile e il Sole è già su!» esclamò l’anziana. Marzo, tuttavia, non sopportava la sicurezza e l’arroganza di chi credeva che la primavera fosse già arrivata. Irritato da quell’eccessiva fiducia, chiese in prestito tre giorni ad aprile e scatenò freddo e tempeste, gelando la terra e facendo morire molti animali. Le pecore, deboli e senza difese, morirono e con loro anche l’orgoglio della vecchia donna. La leggenda serve a ricordare che la primavera può ingannare e che il freddo può tornare anche quando sembra finito.
I "giorni della vecchia" e il mito di Demetra e Persefone
Secondo un’altra leggenda, i giorni della vecchia si collegano alla storia di Demetra e di sua figlia Persefone. La vecchia sarebbe Demetra che abbandonò l'Olimpo per vendicarsi del rapimento della figlia Persefone da parte di Ade che la portò nel suo regno. Demetra, disperata, iniziò a cercarla ovunque e, dal dolore, fece smettere la terra di produrre frutti: arrivò così una grande carestia. Gli uomini stavano morendo di fame, quindi Zeus intervenne e ordinò che Persefone tornasse dalla madre. Ade però le fece mangiare un seme di melograno: chi lo mangiava era obbligato a tornare negli Inferi. Alla fine si trovò un accordo: Persefone avrebbe passato metà dell’anno con la madre e metà con Ade. Quando sta con Demetra, la terra rifiorisce (primavera ed estate). Quando invece torna da Ade, la natura si spegne e arriva il freddo (autunno e inverno).
La figura della vecchia nel mito celtico della Cailleach
Al di fuori dell’Italia esistono tradizioni simili, con figure che ricordano la “vecchia” dei racconti popolari. Nella mitologia celtica, per esempio, c’è "Cailleach", una figura molto importante nelle tradizioni irlandesi e scozzesi. È una sorta di strega divina delle tempeste, simbolo dell’inverno e delle forze selvagge della natura. Il suo nome deriva dall’antico irlandese e significa “la vecchia” o “la veggente”, indicando una figura antica e saggia. È conosciuta anche come "Beira", regina dell’inverno, e viene descritta come una donna anziana dall’aspetto duro: pelle scura, un solo occhio e denti rovinati. Porta con sé un martello con cui, secondo le leggende, ha modellato il paesaggio creando montagne e colline mentre dal suo grembiule cadevano frammenti di roccia. La Cailleach è legata soprattutto all’inverno: con il suo bastone fa gelare la terra e controlla le stagioni fredde, da Samhain (1° novembre) a Beltane (1° maggio). Durante i mesi più estivi, invece, il suo posto è preso dalla dea "Brìghde". Alcune versioni raccontano che la Cailleach si trasformi in pietra a Beltane per poi risvegliarsi a Samhain.
Riti e usanze
Nei giorni della vecchia in alcune zone d'Italia si accendevano falò di primavera, considerati propizi e capaci di “purificare” la terra. Nel Veneto rurale, ad esempio, era diffusa la tradizione della bruciatura della vecchia: un fantoccio di paglia, simbolo dell’inverno ormai finito, veniva bruciato per salutare il freddo e accogliere il calore della primavera. In Romagna, a metà Quaresima, si celebra invece la tradizione della Segavecchia o “Sega la vecchia”. In questa occasione un fantoccio di donna anziana viene simbolicamente segato in piazza. Tutte queste credenze non hanno alcuna corrispondenza nella realtà e sono eventi di folklore per ricordare le tradizioni del passato.
