Il caso Paolo Mendico, lo studente morto suicida: ispezioni e indagini, sospesa la preside per tre giorni
Il caso Paolo Mendico, lo studente morto suicida: ispezioni e indagini, sospesa la preside per tre giorni Photo Credit: Ansa/facebook
22 gennaio 2026, ore 18:30
Il ragazzo 14enne era una personaltà complessa, che avrebbe subito angherie e umiliazioni all'interno della scuola "Pacinotti" di Fondi, e che viveva con evidenti difficoltà
La morte di Paolo Mendico, il ragazzo di 14 anni suicida alla vigilia del primo giorno di scuola, comincia a registrare i primi effetti delle indagini e delle ispezioni sin qui compiute. Gina Antonetti, dirigente dell’Itis “Pacinotti” di Fondi (istituto frequentato da Paolo Mendico nella sede distaccata), e stata sospesa dalle funzioni per tre giorni. E’ il primo esito concreto sul versante amministrativo dopo la morte del 14enne di Santi Cosma e Damiano. L’atto arriva mentre la magistratura prosegue gli accertamenti penali per istigazione al suicidio.
il provvedimento
La sospensione di tre giorni è maturata a seguito del procedimento avviato dopo l’invio di ispettori ministeriali, disposti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. La notizia è stata diffusa dalla Flc Cgil, che ha però contestato la sanzione e, soprattutto, la correttezza del percorso seguito: secondo il sindacato, la contestazione sarebbe stata avviata prima ancora dell’avvio dell’indagine ispettiva, con un esito già orientato a individuare un responsabile.Sul piano formale, la misura è circoscritta: tre giorni, non un commissariamento, non una rimozione. Sul piano sostanziale, però, pesa come un segnale politico-amministrativo, perché arriva mentre l’istruttoria penale è ancora aperta e mentre, nel dibattito pubblico, il rischio di sovrapporre piani diversi — responsabilità disciplinare, eventuale responsabilità penale, valutazioni educative e organizzative — resta alto.
Preside sospesa e accuse di “caccia al colpevole”
La posizione della Flc Cgil, è affidata anche alle parole di Roberta Fanfarillo (responsabile nazionale dirigenti scolastici), mette a fuoco un timore preciso: che l’amministrazione centrale abbia cercato un colpevole “a ogni costo”, per dare una risposta immediata a un’onda emotiva e mediatica che si è sollevata.
È un punto che intercetta un tema ricorrente nella gestione delle crisi pubbliche: la necessità di agire in tempi rapidi, mostrando attenzione e capacità di intervento, contro il dovere di rispettare procedure, garanzie e tempi di accertamento. In casi con minori coinvolti, la pressione aumenta: famiglie, scuole, territorio chiedono protezione e chiarezza; istituzioni temono che l’inerzia venga letta come indifferenza. Ma la rapidità, se non sorretta da solidità istruttoria, rischia di diventare fragilità istituzionale.
I diari di Paolo Mendico
Continuano intanto a emergere dettagli sul quadro della personalità del ragazzo. La famiglia ha affidato l’interpretazione dei diari a Marisa Aloia, psicologa e grafologa forense: dalle pagine emergerebbe il ritratto di un adolescente sensibile, segnato da episodi vissuti come umiliazioni scolastiche e da una percezione di disparità, anche rispetto all’accesso a sostegni extrascolastici.
Si tratta di elementi delicati, che non equivalgono a prove di responsabilità e che, per definizione, richiedono riscontri. Ma indicano un punto di attenzione che la scuola pubblica, oggi, non può archiviare: il legame fra disagio emotivo, condizioni economiche della famiglia e strumenti di supporto disponibili. Se un ragazzo percepisce che il recupero dipende da risorse private (ripetizioni, doposcuola), l’istituzione deve interrogarsi su come garantire pari opportunità senza creare esposizione o vergogna.
Preside sospesa e scuola sotto pressione
A breve termine, la sospensione non chiude nulla: apre. Perché obbliga tutti gli attori a chiarire la linea di confine fra ciò che l’amministrazione può e deve contestare in sede disciplinare (organizzazione, procedure, segnalazioni, vigilanza, protocolli) e ciò che compete alla magistratura (eventuali condotte penalmente rilevanti, nessi causali, responsabilità individuali).
Il caso Paolo Mendico, con il suo carico di dolore e interrogativi, chiede sobrietà, rigore e responsabilità condivisa. La sanzione amministrativa è un atto; la verità, e la prevenzione, restano un percorso tutto in via di sviluppo.
