Il centenario del 1° sorvolo del Polo Nord e l'impegno dell'Italia, oggi, nell'Artico tra esplorazione e ricerca

Il centenario del 1° sorvolo del Polo Nord e l'impegno dell'Italia, oggi, nell'Artico tra esplorazione e ricerca

Il centenario del 1° sorvolo del Polo Nord e l'impegno dell'Italia, oggi, nell'Artico tra esplorazione e ricerca


14 aprile 2026, ore 18:30

Dalla memoria dell’impresa pionieristica del primo sorvolo del Polo Nord compiuto dal Generale Umberto Nobile all’impegno italiano, oggi, nell’Artico

C’è una linea di continuità tra la missione del Generale Umberto Nobile, che 100 anni fa, a bordo del dirigibile Norge ha sorvolato il Polo Nord e le sfide ambientali e scientifiche attuali. Un anniversario celebrato con convegni, archivi e mostra fotografica. Fondamentale, infatti, resta l’impegno del nostro Paese nell’Artico, “anche se lontano da noi questo ambiente così strategico influenzerà sia dal punto di vista economico che regionale, la nostra vita” ha sottolineato il Generale di Brigata, Carlo Di Somma, capo del Comitato interforze per l’ambiente artico, Sub Artico e Antartide voluto dalla Difesa. Dall’Artico alla Luna, all’indomani della storica missione Artemis, l’impegno italiano resta fortissimo anche nello spazio, “Pochi giorni fa l'uomo ha raggiunto il punto più lontano dalla Terra riuscendo a guardare la faccia non visibile della luna.

Ricordiamo che il 12 aprile del 61 vola il primo uomo nello spazio, Gagarin. Ancora prima i primi satelliti. L'Italia è sempre stata fonte d’ispirazione anche dal punto di vista dell'ingegneria. Ricordiamo il nostro grande Generale Broglio, con la parte dei satelliti, l'osservazione dello spazio, il capire la scienza e il supporto dell'Italia, della difesa, dell'aeronautica militare, ma anche dell'ingegneria italiana. C'è tanta tecnologia che parla italiano nello spazio” ha detto il Capo del 5° Reparto Comunicazione dello Stato Maggiore dell’Aeronautica militare, il Generale di Brigata Aerea, Urbano Floreani.

IL CNR, IL RICERCATORE OGGI LAVORA IN GRUPPO

Dai tempi della storica impresa di Nobile ai giorni nostri c'è un fortissimo legame tra ricerca e esplorazione. Ne abbiamo parlato con il Dott. Francesco Petracchini, Direttore Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l'Ambiente (CNR).

il tema è quello della ricerca in Artico "La ricerca in questi territori deve mirare alla comprensione dei fenomeni, quindi all'epoca gli esploratori erano veramente degli eroi, ora i ricercatori devono lavorare in gruppo, in contesti internazionali, lavorando con altri ricercatori di altri paesi, perché i risultati sono più complessi da sviluppare e anche le infrastrutture sono molto più complesse in termini di funzionalità". Ci troviamo in territori fragili, prosegue Petracchini,  in cui davvero la velocità con cui vediamo i cambiamenti della biodiversità o di temperature sono devastanti anche in termini di impatti sociali, e pure le comunità locali vivono con difficoltà questi cambiamenti. Il ricercatore della comunità nazionale e internazionale è lì per cercare di comprendere e per cercare di fornire ulteriori informazioni. Al direttore del CNR abbiamo chiesto qualcosa sulle scoperte scientifiche della missione polare: "Recentemente una missione che abbiamo fatto all'interno di una nave norvegese ha permesso di esempio di scoprire delle emissioni importanti di metano nel sottosuolo che non erano ancora state viste. Il timore appunto è che lo scioglimento del permafrost porti a ingenti quantità di metano emesse, quindi i nostri ricercatori sono impegnati anche a capire queste emissioni sia su dati da terra ma anche attraverso dati satellitari". 


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