Il covid e la crisi sanitaria sono una grande opportunità per le organizzazioni criminali, lo dice la DIA

Il covid e la crisi sanitaria sono una grande opportunità per le organizzazioni criminali, lo dice la DIA

Il covid e la crisi sanitaria sono una grande opportunità per le organizzazioni criminali, lo dice la DIA


24 febbraio 2021, ore 13:00 , agg. alle 15:58

Nella relazione semestrale camorra e 'ndrangheta possono avere vantaggio dalle situazioni di disagio in Italia

"La descrizione delle dinamiche criminali non può non tenere conto dell'emergenza sanitaria, tuttora in corso, connessa con la diffusione del Covid-19. La storia giudiziaria passata e più recente ha ampiamente documentato come, in particolari periodi di crisi emergenziale, la camorra abbia sempre saputo strumentalizzare a proprio vantaggio le occasioni di disagio". Lo si legge nella relazione semestrale della Dia che evidenzia come per i casalesi una "rete di relazioni con altre organizzazioni criminali anche al di fuori del contesto provinciale e regionale", abbia contribuito al rafforzamento del potere dell'organizzazione criminale.

Dove opera la camorra

"Nei territori dove i clan camorristici sono fortemente radicati lo spaccio di sostanze stupefacenti, la commercializzazione di prodotti con marchi contraffatti, la gestione di giochi e scommesse, la falsificazione di banconote e documenti e il contrabbando di tabacchi lavorati esteri, - prosegue la relazione della Dia - spesso rappresentano l'unica fonte di reddito per una fascia di popolazione tendenzialmente in difficoltà. Tale configurazione, in epoca di confinamento e lockdown, necessita tuttavia di forme alternative di operatività che consentano ai clan di mantenere la propria visibilità per riaffermarne prestigio e autorità". "È questo terreno fertile per la camorra, sempre tesa a consolidare il proprio consenso sociale attraverso svariate modalità di assistenzialismo economico, sanitario e alimentare, oppure elargendo prestiti di denaro a titolari di attività commerciali di piccole-medie dimensioni o creando i presupposti per fagocitare strumentalmente quelle più deboli, utili per il riciclaggio e il reimpiego di capitali illeciti. - evidenzia la relazione della Dia - Le ingenti risorse economiche di cui la camorra dispone diventano quindi lo strumento ideale per proporre un 'intervento' potenzialmente molto più rapido ed efficace rispetto a quello dello Stato, una sorta di welfare porta a porta, utile per accrescerne il consenso.

I clan fanno impresa

La straordinaria capacità dei clan più strutturati di farsi impresa è una potenzialità attraverso la quale la camorra potrebbe trarre ulteriore giovamento grazie anche alle prossime erogazioni di denaro pubblico, ad esempio, a sostegno del settore sanitario, della filiera agro-alimentare, del comparto turistico alberghiero e della ristorazione. - evidenzia ancora la relazione della Dia - L'incidenza della pandemia nel tessuto economico campano potrebbe accrescere, quale ulteriore fattore di rischio, la migrazione di imprenditori camorristi nelle regioni del Centro e Nord Italia dove, operando senza i vincoli imposti dalle regole di mercato, potrebbero alterare la legittima concorrenza contribuendo a indebolire le imprese legali". "In tale contesto, i numerosi provvedimenti interdittivi antimafia emessi dalle Prefetture campane e di altre province italiane, nel periodo di riferimento, - si legge ancora - confermano ancora una volta la patologica infiltrazione di aziende riconducibili alla camorra nel settore dell'agroalimentare, delle società di servizi, della ristorazione, delle pulizie, della gestione di stabilimenti balneari, nella raccolta e smaltimento dei rifiuti, nella realizzazione di lavori edili in generale, dei servizi cimiteriali e di onoranze funebri, nonché di vigilanza, custodia e trasporto".

Le società colluse

"Alcune delle società interdette, collegate o riconducibili in tutto o in parte ai clan di camorra, - prosegue la relazione - hanno sede o operano in altre regioni (Liguria, Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Molise), dove risultano presenti in pianta stabile elementi di spicco dei gruppi camorristici che hanno continuato a delinquere esportando sistemi criminali già collaudati in Campania". "L'analisi dell'andamento della delittuosità riferita al periodo del lockdown ha mostrato che le organizzazioni mafiose, a conferma di quanto previsto, si sono mosse con una strategia tesa a consolidare il controllo del territorio, ritenuto elemento fondamentale per la loro stessa sopravvivenza e condizione imprescindibile per qualsiasi strategia criminale di accumulo di ricchezza".


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