Il piccolo al Monaldi ad oggi ancora trapiantabile, domani una nuova valutazione, appello della madre al Papa

Il piccolo al Monaldi ad oggi ancora trapiantabile, domani  una nuova valutazione, appello della madre al Papa

Il piccolo al Monaldi ad oggi ancora trapiantabile, domani una nuova valutazione, appello della madre al Papa   Photo Credit: Ansa /CIRO FUSCO


16 febbraio 2026, ore 18:30

La ricerca di un cuore compatibile in atto in tutta Europa, da Bolzano a Napoli inìdagini delle procure, ispettori del ministero in visitA al nosocomio

C’è uno spiraglio nel buio che avvolge la vita del piccolo operato di cuore al “Monaldi”.

Il bimbo ricoverato in gravissime condizioni da due mesi al Monaldi di Napoli dopo il trapianto di un cuore danneggiato "oggi sarebbe ancora operabile, qualora ci fosse la disponibilità di un organo; domani i medici faranno una nuova valutazione". Lo riferisce ai cronisti la mamma del bambino dopo aver parlato con i sanitari del Monaldi.

La situazione

Si affievoliscono di giorno in giorno le speranze di salvare il piccolo paziente. Dal 23 dicembre scorso quando gli è stato impiantato il nuovo cuore ma non funzionale al posto di quello malato ereditato dalla nascita ma che gli consentiva di stare a casa e di giocare con i fratelli e i genitori, è tenuto in vita in circolazione extracorporea tramite una macchina cuore-polmoni (Ecmo) in attesa di trovare un nuovo organo da trapiantare che è cercato da alcuni giorni anche nella rete europea trapianti. Sulla vicenda sono in corso tre inchiesta, una della procura di Napoli, la seconda della procura di Bolzano a cui si aggiunge l’indagine interna dell’azienda ospedaliera partenopea che ha già sospeso tutte le attività di trapianto pediatrico dell’ospedale e di conseguenza anche le attività cliniche dei chirurghi. La cardiochirurgia pediatrica ordinaria invece continua a funzionare. Stamani è stato sentito in procura un medico dimissionario dal 29 dicembre che curava l’area malattie rare cardiache dal punto di vista medico nella fase pre e post trapianto. E gli ispettori del ministero sono all’opera nel nosocomio.

La relazione del bambin Gesù

Una relazione clinica affidata all’unità cardiologica del Bambino Gesù conferma le gravissime condizioni cliniche del piccolo che a causa della lunga permanenza in vita tramite assistenza meccanica Ecmo ha già riportato emorragie sub aracnoidee e ventricolari, una infezione opportunista e una insufficienza multiorgano che renderebbe pressoché impraticabile un re-intervento di trapianto anche in presenza della disponibilità di un nuovo organo da trapianta.

Solo un miracolo sembra dunque poter salvare il piccolo e dopo la visita in ospedale del Cardinale di Napoli Domenico Battaglia oggi un gruppo di operatori, sanitari e di persone di associazioni di volontariato si sono riunite in preghiera nella cappella del nosocomio. La madre del piccolo ha lanciato un appello al papa.

Le varie indagini

L’indagine della magistratura è tesa a verificare una serie di possibili errori in cui sarebbero incorsi i sanitari che si sono occupati di fornire la sacca di refrigerazione in cui sarebbe stato sistemato ghiaccio secco al posto di quello naturale che esprimono temperature diverse con una, quella generata dal ghiaccio secco molto inferiore a quella richiesta di circa 4 gradi per il traposto del cuore che dopo la infusione con un liquido che crea una cardioplegia deve entro 3 massimo 4 ore giungere a destinazione per il reimpianto pena danni da ischemia che ne inficiano la funzionalità.

Oltre a questo elemento cruciale del tipo di ghiaccio utilizzato che avrebbe procurato danni all’organo da trapiantare ci sono da verificare anche i passaggi che hanno dato luogo all’impianto del cuore dopo “l’ok cuore” che solitamente scatta quando arriva il nuovo organo. Da chiarire anche se l’impianto sia avvenuto nella consapevolezza, da parte dei sanitari, dei danni patiti nel trasporto dell’organo da donatore da trapiantare. E ancora se l’espianto del cuore malato sia avvenuto solo dopo “l’ok cuore”.

Tutti aspetti che sarà la magistratura che indaga a chiarire mentre da ogni parte d’Italia arrivano messaggi di solidarietà a questa famiglia del nolano, in provincia di Napoli, che combatte disperatamente per dare una speranza di vita a un bambino di soli due anni e mezzo che fino a qualche mese fa avevano in casa nonostante la grave anomalia del suo cuore.

 “La necessità - è di avere un nuovo cuore da trapiantare – ha dichiarato il legale della famiglia avvocato Francesco Petruzzi – non perdiamo la speranza e ci auguriamo che all’esito di questo briefing il bambino venga ritenuto ancora trapiantabile”. Il legale ha fatto richiesta in Procura di acquisire tutta la documentazione clinica del piccolo paziente. Intanto è in corso una riunione tra tutti i primari di cardiologia dell’ospedale, specialisti di varie discipline, un consulto ai massimi livelli per mettere a fuoco tutte le possibile strategie e possibilità residue di sopravvivenza del bambino ovvero confermare quanto scritto dal Bambin Gesù relativamente alla impossibilità di intervenire stante la situazione clinica critica, con un nuovo eventuale trapianto.

“Le condizioni di mio figlio sono stazionarie. Per oggi mi hanno confermato che resta ancora trapiantabile, domani faranno un’altra valutazione. L’unica cosa che conta adesso è questa. C’è sempre una speranza. Domani vedremo». Così la mamma del piccolo paziente napoletano attaccato alla macchina salvavita Ecmo dell’ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito del 23 dicembre scorso. «Ho chiesto un terzo parere perché volevo altri pareri, non mollo, non devo mollare. Sto con mio figlio tutti i giorni tutto il tempo che voglio, mi hanno dato il permesso speciale di entrare e stare tutto il tempo che voglio», ha aggiunto la mamma, che sul figlio che resiste, pur in condizioni gravissime, ha esternato: «E’ un guerriero».


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