Iran, Crosetto e Tajani in Parlamento. Il ministro della Difesa: “L’attacco Usa fuori dal diritto internazionale”
Iran, Crosetto e Tajani in Parlamento. Il ministro della Difesa: “L’attacco Usa fuori dal diritto internazionale” Photo Credit: AnsaFoto.it/Giuseppe Lami
05 marzo 2026, ore 17:00 , agg. alle 17:17
Il responsabile della Farnesina afferma: “"L'Italia non è in guerra, occorre privilegiare la via diplomatica". Al momento non ci sono state richieste americane di utilizzare le loro basi nel nostro Paese per l'offensiva. Elly Schlein anticipa il no del PD
La guerra in Iran, come da programma, è arrivata in Parlamento, dove si sono tenute le comunicazioni dei ministri della Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani, sulla situazione in Iran e nel Golfo. Il primo ha preso posizione sullo scoppio del conflitto, bollando l'offensiva di Usa e Israele come "fuori dal diritto internazionale", il secondo ha ribadito che "l'Italia non è in guerra" e ha esortato a "privilegiare la via diplomatica". Al momento, è emerso, non ci sono state richieste americane di utilizzare le loro basi in Italia per l'offensiva.
Meloni
Intanto il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha detto che "Meloni mi ha comunicato la disponibilità a venire in Parlamento" mercoledì 11 marzo, "anticipando le comunicazioni sul Consiglio europeo e allargandole alla crisi in Medio Oriente”. Dal Parlamento come previsto è arrivato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulla posizione italiana rispetto alla crisi. La risoluzione di maggioranza approvata impegna il governo "a partecipare" allo "sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana" e a "confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti". Il testo parla anche del "dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell'area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner dell'area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell'area, a tutela degli interessi primari nazionali".
Tajani
"La gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e parlamento, un'assunzione di responsabilità condivisa", ha detto Antonio Tajani. "Stella polare del nostro impegno resta la de-escalation. Vogliamo evitare assolutamente un allargamento del conflitto. Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione, tenendo aperti i canali di dialogo con l'Iran, senza tradire la nostra posizione: l'Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l'Europa". "Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree" della crisi", ha aggiunto Tajani. "La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14 mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10.000", ha detto. Di fronte agli "attacchi indiscriminati" dell'Iran ai Paesi della regione, "alcuni nostri partner strategici del Golfo hanno formalmente chiesto il sostegno dell'Italia per rafforzare le proprie capacità di difesa aerea. Si tratta di nazioni dove sono presenti decine di migliaia di italiani, civili e militari, che abbiamo il dovere di proteggere. Ecco perché il governo ha ritenuto doveroso aderire a queste richieste", ha confermato Tajani. "Siamo qui oggi per condividere con il Parlamento questa scelta. Per questo rivolgo un nuovo ancorato appello a tutte le forze politiche: il confronto è legittimo e doveroso, le differenze di vedute fanno parte della normale dialettica democratica, ma in passaggi così delicati è fondamentale essere uniti". "Il Golfo è anche un'area cruciale per il nostro export. Nel Mar Rosso transita tra Suez e il Mar Rosso circa il 40% del commercio marittimo italiano. Per questo l'Italia è in prima linea nelle missioni navali europee Aspides e Atalanta per proteggere il traffico commerciale in un'area cruciale per le nostre imprese. Missioni che sono state rafforzate e che l'Unione Europea, come deciso nell'ultima riunione del Consiglio, andranno avanti. La nostra priorità continua a essere la protezione del tessuto economico italiano e del potere d'acquisto delle famiglie, insieme alle agenzie per l'internazionalizzazione", ha proseguito Tajani in un altro passaggio.
Le basi USA
Centrale il tema della basi militari Usa in Italia e del loro potenziale utilizzo per attaccare l'Iran. Ne ha parlato il ministro della Difesa Crosetto: "Ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta. Qualora dovessero emergere domande di questo tipo saremmo qua, ma ad oggi non è successo. L'Italia non è in guerra, stiamo cercando di gestire, mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche le conseguenze di questo conflitto. Ci dicono che durerà settimane". In ogni caso, se arrivasse la richiesta americana di utilizzare le basi, il governo ne discuterà con il Parlamento. Incalzato dalle proteste dei parlamentari dell'opposizione che accusavano gli Usa e Israele di aver agito fuori dal diritto internazionale, Crosetto ha replicato: "Certo che è stata al di fuori delle regole del diritto internazionale". E ha aggiunto: "L'attacco israeliano è partito nel momento in cui la posizione di Khamenei è diventata nota, è una guerra che è partita all'insaputa del mondo e che ora ci si trova a gestire. Il problema nostro è gestire le conseguenze di una crisi che è esplosa e che non abbiamo voluto". Sotto altri profili, Crosetto ha spiegato che prima dell'inizio del conflitto "avevamo 2.576 persone nell'area interessata". I militari italiani sono adesso in movimento: dal Kuwait se ne andranno in 250 (da 321 a 82) verso l'Arabia Saudita, come faranno anche 7 dei 10 in Qatar. Si sta ritirando il personale dal Bahrein, mentre in Libano si sta valutando "attentamente la situazione". Il ministro della Difesa ha poi parlato della necessità di "rivalutare i nostri assetti nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà". L'Italia, ha spiegato, intende "dispiegare un dispositivo multi dominio in Medio Oriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica". Non solo: "Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro. Visto che quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato".
Schlein
Tra le opposizioni a intervenire alla Camera è stata anche la segretaria del Pd Elly Schlein: “Noi diciamo no all'autorizzazione delle basi per appoggiare in un nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale. Il punto non è che tornerete qui se ve le chiedono. Dovete dire di no già adesso, perché sarebbe contro l'articolo 11 della costituzione". La leader Dem ha aggiunto: “Ministro Crosetto, le è sfuggito, le è sfuggito, che gli attacchi" all'Iran "erano fuori dal diritto internazionale. Ci ha messo sei giorni. Vorrei sapere: è la posizione del governo è solo la sua posizione? Mi interesserebbe capire cosa ne pensa Meloni. Non potete rimanere schiacciati dalle strategie di Trump e Netanyahu". E ancora, “qual è la strategia di Trump. Ha una strategia? Noi pensiamo che la transizione pacifica e democratica spetti al popolo iraniano". Su quanto accaduto, "da Meloni nulla", nessun commento, mentre "il premier spagnolo ha detto: no alla guerra. Noi la pensiamo come lui e gli diamo tutto il supporto e la solidarietà per le minacce di ritorsione del presidente americano Trump".
