Iran, scende in campo il Capo dello Stato Mattarella: “L’Unione Europea dica no all’allargamento del conflitto”

Iran, scende in campo il Capo dello Stato Mattarella:  “L’Unione Europea dica no all’allargamento del conflitto”

Iran, scende in campo il Capo dello Stato Mattarella: “L’Unione Europea dica no all’allargamento del conflitto”   Photo Credit: AnsaFoto.it/


19 marzo 2026, ore 15:38

Per il Presidente della Repubblica "tocca al Vecchio Continente saper opporsi. Saper opporsi all'ampliamento delle guerre, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi: Teheran, Libano, i Paesi del medio-orientale e del Golfo"

E' necessario difendere le libertà consolidate "grazie al coraggio e alla visione dei padri d'Europa" e contrastare chi "in nome di un presunto sovranismo assoluto" dimostra una "insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati". Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riceve dall'Università di Salamanca un dottorato honoris causa e sprona a reagire contro chi vorrebbe "smantellare la costruzione europea".

La lectio magistralis

Nella sua lectio magistralis il Capo dello Stato sottolinea la storia secolare dei rapporti che legano Italia e Spagna. Cita Cicerone, Virgilio, Cervantes, Beccaria, Jovellanos, Primo Levi, Maria Zambrano, e invita a "ritrovare l'ambizione dei leader" fondatori dell'Unione che nel 1951 si dissero convinti che 'il contributo che un'Europa organizzata e viva può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche'. Davanti a quella che definisce la "recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati", Mattarella volge ancora lo sguardo all'Unione: "Tocca all'Europa saper dire di no. Dire di no all'ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi". Iran, Libano, i Paesi del medio-orientale e del Golfo, dice, sono "al centro di un arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni" e dall'attacco della Russia all'Ucraina "in poi si è intensificata la convinzione che l'aggressione possa essere regolarmente praticata nei rapporti internazionali", scandisce.

Le Nazioni Unite

Per Mattarella "oggi non sembra prevalere il desiderio di dare vita a un progetto più efficace; né, tanto meno, sembrano prevalere i tre pilastri fondativi delle Nazioni Unite: il divieto dell'uso della forza; il principio di sovrana eguaglianza degli Stati; la promozione universale dei diritti umani. Appare avanzare invece una vis destruens - afferma - che non origina dalla necessità di preparare il terreno a una costruzione migliore, ma - parrebbe - dalla volontà di eliminare quei limiti all'esercizio di una pretesa sconfinata sovranità statale che erano stati definiti per impedire la prevalenza di aspirazioni egemoniche dei gruppi dirigenti in controllo dei Paesi più forti, più ricchi, meglio armati". Per reagire a questa situazione, per il Capo dello Stato non si può non fare riferimento ai Trattati europei su pace, sicurezza, rispetto reciproco tra i popoli, tutela dei diritti umani, rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite. "E' missione che ci compete e che riguarda le nostre società, i nostri ordinamenti. Distrarci oggi", insiste, "significherebbe tradire la nostra cultura, i nostri popoli, abdicare al ruolo dell'Europa unita. Se perdessimo di vista i nostri obiettivi saremmo sconfitti".

L’orizzonte

Agli studenti che lo ascoltano (all'Università di Salamanca studiano più di 450 tra ragazze e ragazzi italiani) Mattarella indica un orizzonte che "non può essere quello di un mondo con barriere di ogni genere che vi impediscano di scegliere, di incontrarvi, di conoscere, di essere liberi". "Preservare e trasmettere gli spazi di libertà è compito di ogni generazione. Oggi è, dunque, compito che vi viene trasmesso. Nella conoscenza troverete strumenti per esercitare l'indispensabile spirito critico: vi darà la forza di essere quel vento che non conosce confini, come è proprio alla conoscenza. Il vento di cui - conclude - il mondo ha bisogno". 


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