Israele, abbiamo un piano specifico per indebolire il regime iraniano

Israele, abbiamo un piano specifico per indebolire il regime iraniano

Israele, abbiamo un piano specifico per indebolire il regime iraniano   Photo Credit: Ansa: Abedin Taherkenareh


08 marzo 2026, ore 14:27 , agg. alle 17:42

Toni trionfalistici di Trump sull’andamento della guerra, “Li stiamo decimando”

"Abbiamo un piano specifico con molteplici opzioni per indebolire il regime iraniano e portare un cambiamento". E’ quanto ha ribadito oggi il primo ministro israeliano Netanyahu, mentre per il regime sono ore decisive per la scelta della nuova Guida suprema. Trovato un accordo su un nome e c’è attesa per l’annuncio ufficiale. Potrebbe essere il secondogenito di Khamenei, Mojtaba, figlio prediletto del capo degli ayatollah ucciso all’inizio dell’offensiva, nove gioni fa. Qualsiasi successore sarà un nuovo bersaglio ha già avvertito Israele. Toni trionfalistici di Trump sull’andamento della guerra: "Li stiamo decimando". Il presidente americano, però, aggiunge: "La guerrà durerà il tempo necessario". Bombardati nella notte, dalle forze statunitensi e israeliane, impianti petroliferi nei pressi di Teheran. Il greggio brucia ancora ed è scattato un allarme sanitario per l’aria tossica. A rischio la popolazione.  Intanto gli Emirati Arabi Uniti hanno smentito di avere attaccato, per la prima volta,  un impianto di desalinizzazione iraniano, notizia diffusa dai media israeliani. Continua il lancio di missili e droni da parte di Teheran. Esplosioni ad Abu Dhabi, in Kuweit e in Arabia Saudita. Esposioni anche a Gerusalemme e a Tel Aviv, dove sono caduti alcuni frammenti di un missile, un ferito versa in gravi condizioni. Gli attacchi israeliani in Libano hanno provocato la morte di almeno 394 persone in una settimana, tra cui 83 bambini e 42 donne. Lo ha reso noto nel primo pomeriggio il ministro della Salute Nassereddine nel corso di una  conferenza stampa. Il dolore di Papa Leone per l'escalation di violenza in atto: "Dall'Iran e da tutto il Medio Oriente continuano a aggiungere notizie che testano profonda costernazione a cui si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi". In occasione dell'Angelus nuovo appello del pontefice: "Tacciano le armi e si apra uno spazio di dialogo nel quale si possa sentire la voce dei popoli".



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