Italia e Germania più vicine, dopo il vertice Meloni - Merz , ma non contro Trump, critiche tedesche al "Board of peace"

Italia e Germania più vicine, dopo il vertice Meloni - Merz , ma non contro Trump, critiche tedesche al "Board of peace"

Italia e Germania più vicine, dopo il vertice Meloni - Merz , ma non contro Trump, critiche tedesche al "Board of peace"   Photo Credit: Ansa/Riccardo Antimiani


23 gennaio 2026, ore 18:45

Roma e Berlino pronte ad una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica, accordi sulla gestione dell'immigrazione e sull'esportazione di armamenti

Un vertice intergovernativo che mette Italia e Germania in una posizione vigile e critica in merito al “Board of Peace”. Sul tema la dichiarazioni del cancelliere tedesco Friedrich Merz Sul Board of Peace “io già qualche settimana fa dissi al presidente Trump che personalmente sarei stato disposto ad entrare se si fosse trattato di un organismo che, come era stato pensato inizialmente, accompagnasse il processo di pace a Gaza, anche in una seconda fase, che purtroppo ancora non è iniziata, per disarmare Hamas”, ma per “come è fatto adesso il Board of Peace, a partire dalle sue strutture di governance, per ragioni proprio di diritto costituzionale, noi non possiamo accettarlo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz rispondendo alle domande dei cronisti nella conferenza stampa, tenuta insieme alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania a Villa Pamphilj. “Ma siamo disposti – ha proseguito Merz – a parlare di nuove forme di cooperazione con gli Usa se si tratta di trovare un nuovo format che in qualche modo garantisca e avvicini la pace in diverse regioni del mondo, quindi a Gaza, in Medio Oriente, in Ucraina”.

A sua volta la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato il ruolo che le due nazioni possono e devono avere in questo delicato momento globale.

“Io personalmente sono convinta che in questo tornante della storia Italia e Germania abbiano una responsabilità particolare, chiaramente per storia, per peso, per leadership. Siamo due grandi nazioni europee, fondatrici dell’Unione, protagoniste delle dinamiche internazionali. Siamo le due principali potenze manifatturiere d’Europa. Gli accordi i che firmiamo non sono una sfida a Trump, ma un modo di aiutare noi stessi.”


La sicurezza dell'Unione

Nel protocollo Roma e Berlino si impegnano a «coordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica». «Ci difenderemo con tutti gli strumenti possibili. I Paesi di tutto il mondo sappiano che noi siamo pronti a difenderci» poi ha detto il cancelliere tedesco. «Siamo in grado - ha aggiunto - di convocare il Consiglio europeo straordinario e l’azione dimostrata in questa settimana è la dimostrazione di quello che possiamo fare. Quello che era stata minacciato da Trump non è accaduto. Dobbiamo essere uniti e reagire in tempo reale. Meloni ed io siamo due premier fermamente convinti di fare tutto il possibile per l’Unione europea». E ancora: Possiamo fare accordi commerciali con i Paesi che la pensano come noi sull’apertura del mercato». «I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica che per tanti anni abbiamo invocato senza fare passi avanti e agire di conseguenza. A questo fine - ha annunciato Meloni - ho comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti».


Meloni: da Roma e Berlino approccio pragmatico e non istintivo con Usa

Alla domanda se il rafforzamento delle relazioni italo-tedesche è anche in funzione difensiva rispetto agli atteggiamenti di Donald Trump verso l’Europa la premier ha risposto: «Non direi». Chiarendo: «La nostra volontà di cooperazione con gli Usa rimane salda, Italia e Germania sono tra le nazioni che in Europa intrattengono con gli Usa relazioni privilegiate, date anche dal fatto che nei loro Paesi ci sono basi americane, e possono aiutare in questo rapporto, particolarmente se lavorano insieme anche grazie a un approccio pragmatico e non istintivo alle relazione con gli Usa». Merz ha chiarito che ci sarà una difesa comune sui dazi.

Meloni: confido in Trump, spero potremo dargli il Nobel per la pace

La vicinanza a Trump c’è sempre.Rispondendo a una domanda di un cronista Meloni ha affermato: «Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l’Ucraina, e quindi finalmente anche noi potremo candidare Donald Trump al Nobel per la pace».

L’accordo di cooperazione

La sintonia tra Roma e Berlino si è riversata nell’accordo sulla cooperazione rafforzata in materia di sicurezza, difesa e resilienza siglato che prevede, tra gli altri l’impegno a «coordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica» e «rafforzare il pilastro europeo della Nato per rafforzare ulteriormente la posizione di deterrenza e difesa della Nato». Nell’accordo, che «non è giuridicamente vincolante e non costituisce un trattato internazionale», Roma e Berlino riaffermano l’impegno pieno a «rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e a promuovere la prontezza difensiva dell’Ue».

«Fondamentale legame Usa-Europa con interessi condivisi»

Nel Protocollo su un Piano d’azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale e Ue, Roma e Berlino «riconfermano l’importanza fondamentale di un forte legame transatlantico tra Europa e Stati Uniti, basato su valori comuni e interessi condivisi» e si impegnano «a rispettare il diritto internazionale, compresi i principi di integrità territoriale e sovranità». I due governi, inoltre, condividono «la responsabilità, in quanto Stati fondatori dell’Unione europea, di adoperarsi per promuovere l’integrazione europea, consentendo all’Ue di agire efficacemente per proteggere i valori e gli interessi europei».

Collaborazione sui migranti, anche con soluzioni innovative

I governi di Roma e Berlino convengono «di sviluppare ulteriormente un approccio globale e innovativo alla migrazione, che combini un’azione esterna rafforzata e aspetti interni, partenariati globali reciprocamente vantaggiosi con i paesi di origine e di transito, una protezione più efficace delle frontiere esterne dell’Ue e l’intensificazione dei rimpatri, nel rispetto del diritto internazionale e dell’Ue». Italia e Germania proseguiranno «il dialogo e il coordinamento in materia di migrazione», basandosi «sull’attuale meccanismo di consultazione semestrale», concentrandosi «sull’attuazione del nuovo patto Ue sulla migrazione e l’asilo, su possibili progetti congiunti e sulla cooperazione dell’Ue con i paesi terzi, anche su soluzioni innovative. Collaboreremo anche sulla valutazione dei documenti di viaggio, sulla risposta alle crisi, su rimpatri e rientri, in base alle necessità».


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