Jumpers - Un salto tra gli animali, trama e recensione del nuovo cartoon Disney Pixar in uscita oggi

Jumpers - Un salto tra gli animali, trama e recensione del nuovo cartoon Disney Pixar in uscita oggi

Jumpers - Un salto tra gli animali, trama e recensione del nuovo cartoon Disney Pixar in uscita oggi   Photo Credit: Ufficio Stampa Disney


05 marzo 2026, ore 09:00

Natura e politica, ambientalismo e conflitto, istinto e responsabilità collettiva. Il cartone intreccia temi che parlano direttamente del presente

La Pixar Animation Studios non ha bisogno di presentazioni. Proprio quest’anno lo studio di Emeryville celebra quarant’anni di attività: quattro decenni in cui ha riscritto le regole dell’animazione, firmando titoli entrati nell’immaginario collettivo come Wall·E, Ratatouille, Gli Incredibili, Toy Story, Up e Inside Out.

Il 2026 segna anche un altro traguardo simbolico: vent’anni fa si celebrava l’unione con la The Walt Disney Company, passaggio decisivo per la Casa di Topolino e per l’industria intera.

In questo clima di anniversari arriva Hoppers, ribattezzato in Italia in Jumpers – Un salto tra gli animali, diretto da Daniel Chong al suo primo lavoro importante per lo studio. Il cartoon, da oggi nelle sale italiane, è anche il trentesimo lungometraggio Pixar.

Un’uscita che pesa più di altre. Negli ultimi anni, infatti, i titoli originali dello studio hanno faticato a incidere davvero, sia nell’immaginario collettivo sia al botteghino. Questo nuovo film ha dunque il compito di invertire la rotta e riportare Pixar allo splendore creativo e commerciale dei suoi anni migliori.

JUMPERS - UN SALTO TRA GLI ANIMALI, LA TRAMA

Natura e politica, ambientalismo e conflitto, istinto e responsabilità collettiva.

Jumpers – Un salto tra gli animali intreccia temi che parlano direttamente del presente, costruendo un racconto dove la dimensione intima si scontra con quella pubblica.

Al centro c’è Mabel, un’adolescente innamorata degli animali e degli spazi selvaggi, che coglie al volo l’occasione di testare una tecnologia rivoluzionaria: un sistema capace di far “saltare” la coscienza umana dentro animali robotici iperrealistici. Una vera e propria immersione senza filtri né barriere, poiché per comunicare con gli animali bisogna diventare animali.

Attraverso l’esperienza diretta, Mabel scopre dinamiche, gerarchie, paure e tensioni del mondo naturale che superano ogni sua immaginazione. E mentre esplora un ecosistema attraversato da equilibri fragili e scontri inevitabili, Jumpers riflette su cosa significhi davvero convivere: con la natura, con gli altri, con le conseguenze delle proprie scelte.

JUMPERS - UN SALTO TRA GLI ANIMALI, LA RECENSIONE

Una Pixar insolitamente più ruvida, persino più violenta del solito, ma anche meno brillante e ancora troppo derivativa, seppur capace di intrattenere.

Jumpers non è la svolta che ci si poteva aspettare. Il film parte con le migliori intenzioni: ritmo sostenuto, spunti solidi, tematiche contemporanee ben impostate. Poi però, con il passare dei minuti, perde compattezza e parte della sua forza.

L’ultimo atto, in particolare, appare confuso, sovraccarico, forse persino eccessivo per un racconto che fino a quel momento aveva trovato un equilibrio credibile tra avventura e riflessione.

I bambini difficilmente resteranno delusi: i teneri castori e gli altri irresistibili animaletti garantiscono momenti di puro divertimento. Qualche adulto, invece, potrebbe percepire una certa stanchezza di fondo, come se al film mancasse quel guizzo capace di elevarlo. La Pixar Animation Studios ci ha abituati a opere in grado di parlare a tutti su piani diversi: i più piccoli conquistati da un robottino o da un topolino carismatico, i grandi spiazzati dalla profondità e dall’originalità con cui venivano affrontati temi universali. Qui quell’alchimia si intravede, ma non si compie fino in fondo.

Rispetto a Elio, il cartoon uscito lo scorso anno, Jumpers mostra una gestione narrativa più organica e compatta. Paradossalmente, però, ha un respiro meno cinematografico: alcune soluzioni visive e ritmiche lo avvicinano più al linguaggio televisivo che alla grande avventura da sala.

Se Elio costruiva un discorso apertamente pacifista, qui il conflitto è più frontale e la violenza raggiunge picchi che la Pixar aveva raramente sfiorato.

Una scelta che può spiazzare, ma che rivela anche un certo coraggio nel tentare strade meno rassicuranti del consueto. Sembra quasi che, dietro la trama e i teneri castori, si nasconda una rabbia profonda e incontenibile, perfetta per restituire lo spirito tumultuoso dei tempi che viviamo.


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