L’Iran pone sei condizioni per la pace, Trump lancia ultimatum sullo Stretto di Hormuz
L’Iran pone sei condizioni per la pace, Trump lancia ultimatum sullo Stretto di Hormuz Photo Credit: EPA/SHAWN THEW / POOL
22 marzo 2026, ore 11:32 , agg. alle 13:32
Teheran chiede garanzie di sicurezza, chiusura basi Usa, risarcimenti e nuovo regime per Hormuz; Trump minaccia attacchi alle centrali iraniane se lo stretto non sarà riaperto
LE 6 CONDIZIONI DELL'IRAN
L’Iran avrebbe delineato le proprie condizioni per una possibile fine del conflitto con Stati Uniti e Israele, puntando a garantire sicurezza, controllo regionale e compensazioni economiche. Secondo quanto riportato dall’agenzia Tasnim e da Al-Mayadeen, Teheran avrebbe avanzato sei richieste principali ai mediatori e agli attori regionali: assicurazioni che non vi saranno ulteriori guerre, la chiusura delle basi militari statunitensi nel Golfo, il pagamento di un risarcimento, la cessazione delle ostilità su tutti i fronti, un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e l’estradizione di operatori mediatici ritenuti ostili. Le autorità iraniane definiscono le proprie azioni come difensive, in risposta all’operazione congiunta israelo-americana del 28 febbraio.
TRUMP MINACCA TEHERAN SU TRUTH
Il clima resta teso: Donald Trump avrebbe lanciato un ultimatum via social minacciando attacchi alle centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non fosse riaperto entro 48 ore. In risposta, il comando militare iraniano ha avvertito che qualsiasi infrastruttura energetica, informatica o di desalinizzazione nella regione, collegata a Stati Uniti e alleati, potrebbe diventare un obiettivo. Nonostante ciò, Teheran ha ribadito la volontà di cooperare con l’Organizzazione Marittima Internazionale per garantire il passaggio sicuro delle navi, tranne quelle legate a presunti nemici, secondo quanto dichiarato dal rappresentante Ali Mousavi.
IL GIAPPONE VALUTA IL DISPIEGAMENTO PER OPERAZIONI DI SMINAMENTO DELLO STRETTO
Sul fronte internazionale, il Giappone sta valutando un possibile dispiegamento delle proprie Forze di Autodifesa per operazioni di sminamento nello Stretto, a condizione che venga concordato un cessate il fuoco. Il ministro degli Esteri Toshimitsu Motegi ha sottolineato che Tokyo monitorerà attentamente la situazione e ha confermato il recente rilascio di un cittadino giapponese trattenuto in Iran, mentre il secondo rimane sotto custodia.
