Rimparare ad ascoltare, se stessi e il mondo. È questo il senso de “L’orecchio è l’occhio dell’anima”, il padiglione della Santa Sede alla Biennale d’Arte di Venezia, in programma dal 9 maggio al 22 novembre. Un’esperienza immersiva, che unirà il contemporaneo al medievale, come spiegato oggi, nella conferenza stampa di presentazione, dal prefetto vaticano per la Cultura e per l'Educazione, il Cardinal Josè Tolentino De Mendonça.
LE OPERE ISPIRATE A ILDEGARDA DI BINGEN
Protagoniste saranno le opere sonore di 24 artisti internazionali - tra cui il regista Jim Jarmush e Patti Smith – che hanno preso spunto dalla vita di Santa Ildegarda di Bingen, monaca tedesca che tra le altre cose è stata compositrice, scrittrice e teologa. "Una figura che può apparire distante, essendo una mistica del XII secolo, ma che possiede una voce fortemente contemporanea, capace di illuminare gli interrogativi e i percorsi del presente" ha spiegato il Cardinal Josè Tolentino De Mendonça, che ha aggiunto che "
in un tempo di accelerazione che confina con l'immediatezza, rivolgere lo sguardo su una figura apparentemente inattuale può essere di beneficio, per raggiungere una profondità capace di suggerire nuove risposte di saggezza".
DUE LUOGHI SPECIALI
Curato da Hans Ulrich Obrist e da Ben Vickers, con la collaborazione del Soundwalk Collective, il padiglione troverà spazio in due sedi speciali, in due quartieri caratteristici di San Marco: il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi a Cannaregio e il Complesso di Santa Maria Ausiliatrice a Castello. Un progetto che trova ancora una volta il sostegno di Intesa San Paolo, come ha spiegato l’Executive Director Arte Cultura e Beni Storici, Michele Coppola, che ha sottolineato come la Biennale di Venezia sia "
un'occasione per tutto il mondo per presentare il volto dell'arte contemporanea".