La guerra in Ucraina fa volare il prezzo dell'energia, crollano le borse, spettro stagflazione

La guerra in Ucraina fa volare il prezzo dell'energia, crollano le borse, spettro stagflazione

La guerra in Ucraina fa volare il prezzo dell'energia, crollano le borse, spettro stagflazione


07 marzo 2022, ore 23:47

La minaccia di nuove sanzioni alla Russia, estese anche al petrolio, provoca panico sui mercati, con le Borse europee in picchiata e i prezzi di tutte le materie prime, incluse quelle alimentari, in continua crescita

La guerra in Ucraina alimenta l'incubo della stagflazione, connubio di alta inflazione e bassa crescita, con Barclays e Jp Morgan che hanno alzato le stime sulla prima e ridotto quelle sulla seconda. "La penuria di materie prime disponibili potrebbe determinare forti scompensi nella catena degli approvvigionamenti, con gravi ripercussioni sulla crescita e un concomitante effetto di aumento dei prezzi", avverte l'asset manager Carmignac. Piazza Affari ha perso l'1,4% al termine di una seduta nervosissima che ha visto il listino milanese cedere fino al 6% mentre Francoforte e Parigi hanno chiuso in flessione, rispettivamente, del 2% e dell'1,4%. Peggio hanno fatto le borse asiatiche (-3% Tokyo e -3,9% Hong Kong) mentre a Wall Street S&Pe Dow Jones arretrano del 2%. Gli analisti di Ubs hanno tagliato il loro giudizio sull'azionariato globale ed europeo. Francoforte e l'indice paneuropeo Stoxx 50 sono entrati in un 'mercato orso', avendo ripiegato di oltre il 20% dai massimi di gennaio.

Preoccupa il petrolio

Spaventa l'aumento del petrolio, con il brent che ha sfiorato i 140 dollari al barile, il massimo dal 2008, in scia alla minaccia americana di bloccare l'import di greggio russo. La frenata della Germania, che ha definito "essenziali" per l'Europa le forniture russe, ha fatto ripiegare il brent, che si è comunque mantenuto sopra i 120 dollari, seguito a stretto giro dal wti. Ad Amsterdam il gas si è impennato fino a 345 euro (+79%) e ha chiuso a un nuovo massimo di 227 euro (+18%). Ma tanti sono i record segnati dalle commodities, dal palladio, al rame al nichel. Mentre il grano, di cui l'Ucraina e la Russia sono grandi produttori, ha sfondato il suo massimo a Parigi, dopo che l'Ungheria ha introdotto controlli all'export di cereali. Notizia quest'ultima che ha allarmato le filiere produttive mentre un portavoce della Commisione Ue ha ribadito ce "la libera circolazione di beni e servizi nel mercato interno è la nostra risorsa più importante per garantire gli approvvigionamenti in tutta l'Ue" e "eventuali misure restrittive devono essere limitate allo stretto necessario e rigorosamente proporzionate".


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