Luca Spada: le nuove intercettazioni con risate e battute raggelanti"hai fatto due morti? Bravo"
Luca Spada: le nuove intercettazioni con risate e battute raggelanti"hai fatto due morti? Bravo" Photo Credit: Ansa/Facebook/Luca Spada / 11
13 aprile 2026, ore 14:00
Il 27enne di Meldola potrebbe aver avuto accordi con una agenzia funebre del suo paese, è stato arrestato sabato per la morte di Deanna Mambelli, restano aperti altri casi
Risate, frasi colme di disprezzo, dialoghi inquietanti , che lasciano spazio a nuove ipotesi investigative. Nelle intercettazioni, il cui contenuto è stato anticipato da Corriere della Sera e La Repubblica, emergono nuovi fatti raggelanti ed ipotesi che lasciano presagire altri sviluppi delle indagini. Non solo un piacere a uccidere , ma anche disprezzo per le vittime. C’è anche questo inquietante aspetto che emerge dalle indagini sul 27enne Luca Spada, autista e operatore della Croce Rossa arrestato sabato con l’accusa di omicidio volontario aggravato. “È vecchia, obesa e con tante patologie. Giustamente deve morire” diceva captato dagli investigatori che hanno condotto le indagini. E ancora “Lì bisogna che faccio da sponsor in quelle serate (…) per dei viaggi sereni”. Le parole sono agli atti dell’inchiesta della Procura di Forlì sui decessi sospetti di diversi anziani durante o poco dopo un trasporto in ambulanza. Sempre quando lui era sul mezzo di trasporto. La misura di custodia cautelare in carcere, per omicidio aggravato, è stata disposta nei giorni scorsi dalla giudice per le indagini preliminari Ilaria Rosati in relazione alla morte di una paziente, l’85enne Deanna Mambelli, avvenuta a novembre 2025.
I dialoghi raggelanti
Nel provvedimento – chiesto dagli inquirenti che indagano anche su altri casi sospetti – ci sono scambi di battute con la compagna o con altri operatori della Croce Rossa intercalate da continui sghignazzi e risate. Spesso la discussione si chiudeva allo stesso modo: “… questa è troppo anziana, può morire”. Quando un collega lo informa che hanno appena fatto un intervento e salvato un paziente lui replica: “Dio bono ma perché dovete salvare tutti? Ogni tanto qualcuno deve morire”. “Sì, ma non era dei tuoi questo; replica il collega, no lascia stare non ci facevi neanche un euro“. “A Meldola – sentenzia Spada – devono morire anche quelli di Forlì”. Nel corso delle indagini è emerso anche un presunto legame tra il 27enne e un’impresa funebre di Meldola, suo paese di residenza. Un elemento che gli investigatori stanno approfondendo, pur senza che al momento vi siano contestazioni formali in tal senso. Dall’agenzia interpellata, intanto, è arrivata una presa di distanza netta. Spada, molto conosciuto in paese anche per attività imprenditoriali nel settore della ristorazione e per un tentativo di ingresso in politica , ha sempre respinto ogni accusa.
Il conto dei decessi
Dello stesso tenore le conversazioni con la compagna: “Oggi ho fatto due morti”, esordisce Spada. E lei: “Hai fatto due morti?” “No io G… ho detto”. “Bene, ribatte la compagna; gli hai lasciato il biglietto da visita?“. E lui: “No, li ha fatti lui, non li ho mica fatti io”. Un riferimento che fa pensare a rapporti con varie agenzie di pompe funebri. “Sono a lavorare ho appena fatto un morto”. E il titolare: “Hai dato il biglietto?!!”. Tra gli elementi che hanno portato all’arresto di Spada anche la testimonianza di una collega che parla dei presidi sanitari dei quali faceva uso in ambulanza. La testimone si sarebbe detta “esterrefatta poiché non è assolutamente usuale che un soccorritore abbia al seguito un bisturi e una siringa, ipotizzando che l’indagato, durante il trasporto dei pazienti e nel momento in cui rimaneva da solo si fosse servito della siringa per insufflare aria attraverso l’accesso venoso”.
Le aggravanti
Sono cinque le aggravanti che la Procura di Forlì contesta all’indagato. I pm contestano a Spada gli omicidi di sei anziani (anche se l’ordinanza è relativa a un caso) e di aver agito approfittando della minorata difesa delle vittime, con violazione dei doveri di incaricato di pubblico servizio, in danno di ricoverati e di aver utilizzato un mezzo insidioso. Per l’omicidio della 85enne, oggetto della misura, i pm indicano anche la premeditazione, ipotesi che la gip Ilaria Rosati però non ravvisa.
