“Mai abusato di nessuna”: Julio Iglesias si difende dalle accuse Photo Credit: Ansa/
16 gennaio 2026, ore 14:30
Violenza e tratta di essere umani: il noto cantante spagnolo risponde alle accuse shock che le sono state rivolte
Dopo giorni di silenzio e polemiche, Julio Iglesias, il famoso cantante spagnolo, sceglie il suo account Instagram per difendersi dalle accuse di violenza sessuale. "Nego, categoricamente, di aver abusato, costretto o mancato di rispetto a qualsiasi donna", scrive il cantante, parlando di dichiarazione "false" contro di lui.
Le denunce dettagliate e l’inchiesta
Nel comunicato che Iglesias ha scelto di scrivere in prima persona respinge tutte le accuse di aggressione sessuale, abuso di potere e sfruttamento lavorativo mosse da due ex dipendenti. Le accuse sono emerse da un’inchiesta congiunta del quotidiano online spagnolo "elDiario.es" e dell’emittente statunitense Univision. I fatti risalirebbero al 2022. Le presunte vittime, un ex collaboratrice domestica e una fisioterapista, sostengono di essere state costrette a turni di lavoro anche fino a 16 ore al giorno in quelle che loro definivano «casette del terrore», ovvero le residenze del cantante a Punta Cana, nella Repubblica Domenicana, e Lyford Cay, alle Bahamas e vicino Marbella, sulla Costa del Sol. La prima presunta vittima ha raccontato «Mi usava quasi tutte le notti, mi sentivo un robot o una schiava, non riuscivo a oppormi». Quest’ultima è stata costretta a lasciare il lavoro anche per l’ansia e la depressione in cui era caduta. L’altra donna, ha denunciato baci e palpeggiamenti indesiderati, ma anche rapporti sessuali non voluti avvenuti sia in spiaggia che in piscina presso la villa di Iglesias a Punta Cana. Le loro denunce sono state sostenute dalle organizzazioni per i diritti umani Amnesty International e Women's Link Worldwide, che hanno confermato le accuse in una conferenza stampa congiunta, parlando anche di vessazioni, umiliazioni e di almeno un episodio che potrebbe configurare il reato di stupro. Si ipotizza che ci siano stati episodi di «tratta di esseri umani a scopo di lavoro forzato e servitù» . Le associazioni inoltre, affermano di aver ricevuto altre segnalazioni di presunte vittime, senza fornire dettagli per ragioni di sicurezza.
