Manovra, ecco le controproposte del Partito Democratico, che scenderà in piazza il 3 e il 17 dicembre

Manovra, ecco le controproposte del Partito Democratico, che scenderà in piazza il 3 e il 17 dicembre

Manovra, ecco le controproposte del Partito Democratico, che scenderà in piazza il 3 e il 17 dicembre


24 novembre 2022, ore 19:00

Per i Dem la legge di bilancio è inadeguata e iniqua. 21 miliardi contro il caro energia bastano soltanto per tre mesi. Manca una strategia per accelerare la transizione energetica. Il taglio del cuneo fiscale è insufficiente. Nulla contro l’evasione

Il segretario del Pd, Enrico Letta, ha riunito la direzione del partito su due ordini del giorno. Il primo di questi è la manovra di bilancio presentata dal governo Meloni e le controproposte che i Dem mettono in campo e sulle quali organizzeranno due mobilitazioni di piazza, una il 3 e la seconda il 17 dicembre. Ecco nel dettaglio i punti salienti della proposta del Pd, che parte dall'analisi della manovra presentata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.


Cosa non va

Per i Dem la legge di bilancio è inadeguata e iniqua. Inadeguata per fronteggiare inflazione e recessione: 21 miliardi contro caro energia bastano per 3 mesi (nel 2022 sono stati stanziati 63 miliardi), da aprile non ci sono risorse. Manca una strategia per accelerare la transizione energetica. Il taglio del cuneo fiscale è insufficiente e temporaneo, mentre il potere d'acquisto dei salari e degli stipendi crolla (inflazione +12% retribuzioni +1%). Poco o nulla per il rilancio dell'economia: ridimensionamento del Superbonus al 110% senza sblocco dei crediti fiscali incagliati e senza una strategia alternativa per l'edilizia sostenibile; deboli misure per gli investimenti delle imprese e l'accesso al credito; nessuna chiarezza sul futuro del PNRR; no risorse aggiuntive per gli investimenti pubblici. Il prezzo della benzina e del gasolio da dicembre aumenterà: il governo ha ridotto da 25 a 15 centesimi lo sconto sulle accise.


L’ingiustizia

Iniqua: nulla contro l'evasione fiscale (anzi, scelte in direzione opposta: innalzamento tetto contante, 11 norme di condono, no sanzioni per micro pagamenti elettronici). Si fa cassa sui poveri, tagliando in modo indiscriminato il reddito di cittadinanza (lo perderanno 660 mila persone) e cancellandolo dal 2024 senza alcuna vera riforma di questo strumento. Si fa cassa sui pensionati, perché le pensioni superiori a 2.100 euro lordi subiranno un taglio dell'adeguamento all'inflazione. Si finanziano misure non necessarie (come l'estensione della flat tax a 85 mila euro) che allargano il divario di tassazione tra dipendenti e autonomi. Gli stanziamenti per la sanità (che nel tendenziale crolla in rapporto al PIL dal 7% nel 2022 al 6% nel 2025), la scuola, il welfare e il trasporto pubblico subiscono una forte riduzione in termini reali (a causa dell'inflazione).


Le proposte

Le contro-proposte sono su lavoro, pensioni e povertà. Salario minimo, equo compenso, cumulatività dei sussidi contro il lavoro povero; taglio strutturale del cuneo fiscale con franchigia sui contributi a carico dei lavoratori; potenziamento quattordicesima pensionistica; proroga Opzione donna e Ape sociale, avvio riforma previdenziale; misure per ridurre la precarietà; avvio del potenziamento dell'Assegno unico; riforma del Reddito di cittadinanza e introduzione di un Reddito alimentare. Quindi, su energia e ambiente: più risorse per gli aiuti a famiglie e imprese; tetto nazionale al prezzo dell'elettricità (100 euro MWh); Introduzione di un "contratto luce sociale" per famiglie e imprese; Ulteriori semplificazioni per l'installazione delle rinnovabili, sblocco delle comunità energetiche rinnovabili; revisione e potenziamento della tassa sugli extra profitti. Ancora, su imprese e sviluppo: norme e risorse per accelerare l'attuazione del Pnrr; potenziamento degli incentivi del Piano Transizione 4.0; riorganizzazione e stabilizzazione degli incentivi per l'edilizia sostenibile; potenziamento delle misure per il finanziamento delle Pmi. Per sanità, scuola, trasporto pubblico, coesione territoriale: aumento degli stanziamenti per compensare l'inflazione; aumento graduale del fondo sanitario fino a 7% Pil. Su scuola: potenziamento 0-6, piano per la scuola inclusiva, valorizzazione personale Sul trasporto pubblico: avvio del piano per gratuità per giovani e anziani. Enti territoriali e coesione: misure per attuazione Pnrr, definizione e finanziamento Lep, proroga della fiscalità di vantaggio per il lavoro nel Mezzogiorno. PA: piano per assumere 300 mila giovani da inserire nel prossimo triennio.



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